martedì, 03 giugno 2008
A me la divisa è sempre piaciuta. Boh, sarà il rassicurante senso di omologazione che ne deriva (sì, lo so, non è molto di moda parlare a favore del conformismo, ma fanculo), ma io ero tra quelli che all'asilo, quando arrivavano le tutine nuove, erano felicissimi. La mia tutina di Bambi poi era particolarmente affascinante. Ahhhh sì.
Viola, ma affascinante.
Ci pensavo ieri quando ho visto (credo per la prima volta per intero!) la parata dei militari per le celebrazioni del 2 giugno (inutile dire che ogni anno dimentico di che festa si tratti!!! Non mi entra proprio in testa....).
Premetto che io ODIO il militare. E meno male che l'ho scampata, perchè non ne sarei uscito vivo. Solo al pensiero di dovermi svegliare a suon di tromba tutte le mattine alle 6 per andare a fare 20 giri di campo, mi vien male. E poi quella storia del letto perfettamente in ordine mi ha sempre fatto terrore!
Però la divisa è fighissima. Soprattutto quella con i cappelli piumati, m'è sempre piaciuta.
Bella anche la parata eh, anche se ancora non capisco come cavolo facciano quelli lì a camminare in sincronia in quel modo...Roba da far impallidire i coreografi di Buona Domenica...
Qualche punto interrogativo mi è rimasto però, dopo ieri:
- i bersaglieri, a cui ho sempre invidiato apertamente il cappello con pennacchio, a che diavolo servono????
- che differenza c'è tra Polizia e Carabinieri???
- chi è più scemo tra i due??? Cioè, lo so che le barzellette sono tutte sui carabinieri, ma secondo me anche i poliziotti non son delle gran cime...
- perchè i poliziotti, per la parata, sfilano con la Lamborghini, mentre io li ho visti giare sempre e solo nelle Fiat Panda???
- ma quelli che fanno parte della banda musicale, vengono pagati solo per suonare? Nel senso, io non ce li vedo proprio in guerra, al fronte, in prima linea, spaventare a morte il nemico con un clarinetto in mano.....poi non so!
- ma soprattutto, perché mai non c'era nemmeno uno straccio di ministro leghista sul palco????????? BAH!
Ignazio, pensaci tu.
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categoria:pensieri
mercoledì, 09 aprile 2008
W W
Ho deciso che voterò Uòlter Veltroni.


Sì beh, non lo faccio per partito preso (erano settimane che volevo dirlo!), ma per alcuni, semplici motivi:


uno. La faccia abbronzata di Uòlter è molto meglio del cerone di Silvio.

due. Non dovrò alzarmi ogni mattina col terrore che il mio Capo di Governo abbia fatto l'ennesima figura di merda in campo internazionale.

tre. Non sarò costretto a sentirmi dire, ogni giorno, che Aida Yespica è davvero una "bella gnocca".

quattro. Non dovrò vergnognarmi all'estero di essere governato da uno famoso solo per il suo riporto. (Perchè lui il riporto ce l'ha anche con il trapianto. Che si sappia.)

cinque. La Festa del Cinema di Roma sarà sempre più figa.

sei. Io, di Malpensa, me ne sbatto le palle.

sette. La realizzazione del ponte sullo stretto non mi cambia la vita.

otto. Sapere che quelli della LegaNord "ce l'hanno duro" non mi fa sentire più maschio.

nove. Se il PD va al Governo, potrò sempre prendermela con "quei comunisti" che ho dovuto votare per non far vincere il Nano.

dieci. Se vince il Nano, potrò prendermela con "quelle teste di cazzo" che il 13 e 14 aprile non se ne sono andati in campagna. A far arieggiare il cervello.

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venerdì, 04 aprile 2008
No, perché siccome avere la febbre alta è diventato uno dei miei hobby (mica tanto) preferiti, allora ho pensato bene di stilare una sorta di lista per me medesimo: la lista delle cose da fare. Perché infondo, tra un'enterogermina e una tazza di latte fumante, il dramma vero è questo: CAZZO FACCIO???? E allora, ecco il superclassificone:

1. GUARDARE LA TELEVISIONE. Scoprirete che Mastrota non invecchia di un anno grazie alle pentole magiche e che, sì, Magic Touch è un toccasana per i difficili peli del naso...

2. GIOCARE AL PLAY STATION. Perché avere i calli da joystick sui pollici ti fa sentire Uomo dalla testa ai piedi come nient'altro al mondo...


3. NAVIGARE IN INTERNET. Ovvero "Come beccarsi 46 virus diversi, in 10 modestissimi minuti.."


4. CONTARE LE MEDICINE CHE PRENDI. Ancora più semplice se quelle medicine sono tachipirine, meglio conosciute col nome di "supposte".


5. RIPASSARE IL CODICE DELLA STRADA. Non ci crederete, ma la fantomatica "precedenza a destra" non è una leggenda metropolitana...


6. ASCOLTARE MUSICA. Tragedia se la musica non è la tua. Catastrofe se è quella della tua sorella gemella. Apocalisse se si tratta, effettivamente, di tutta la discografia della beneamata coppia D'Alessio-Tatangelo. Ogni commento è superfluo.


8. GUARDARE L'INTERA SAGA DI HARRY POTTER IN DVD. Arriverete a desiderare la sua morte tanto quanto lo voglia Lord Voldemort. Quando si dice immedesimarsi col personaggio...


9. RIVEDERE LE PARTITE DELL'INTER IN CHAMPIONS. Ridere fa bene al catarro in eccesso...


10. BARARE SCRIVENDO IL POST. Saltando bellamente il punto 7.

Ma siate buoni: ho 39 di febbre!...
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giovedì, 03 gennaio 2008

Perchè quando a domanda rispondi "Lavoro al Consolato Britannico", la prima cosa che noti è che, chi ti sta davanti, si è immadiatamente convinto che tu sia una delle persone più noiose di questo mondo???????? No ditemelo, perchè è così!! Nel giro di due secondi (tanto mi ci vuole per dare la risposta) mi trasformo, agli occhi di chi ascolta, in un insopportabile Sottuttoio...sì: uno di quelli che ognuno di noi odiava profondamente, e anche piuttosto apertmente, ai tempi del Liceo. I primi della classe, i secchionazzi, gli sgobboni, i cocchi della prof, quelli che fanno di tutto per farti pesare la loro cultura, il loro sapere, la scienza assoluta che loro posseggono innatamente e che tu non potresti mai neanche immaginare di sfiorare, l'erudizione fatta persona, il concetto stesso di istruzione incarnato e modernamente attualizzato. Quelli che dicono "ahhhh, cosa ne pensi degli ultimi scritti dell'Angiolieri?" o "Beh, ieri sera non riuscivo a dormire al pensiero di quello che la letteratura di Nietzche ha provocato nelle prime decadi del Novecento", o ancora "Mio Dio, avrò letto I fratelli Karamàzov almeno tre volte.... Cosa????? Non hai mai letto nulla del Dostoevskij???????" (segue sguardo schifato nei tuoi confronti, leggermente stomacato, misto a sdegno e ribrezzo, accompagnato da sintomi di nausea tristemente e volutamente malcelati).

Bah.

Ma la cosa peggiore è un'altra: quando scoprono che in realtà passi le giornate in ufficio a spettegolare con la tua Capa sulla benamata Famiglia Reale, che ai grandi romanzieri russi dell'Ottocento preferisci l'intera saga dell' Harry Potter di GèiChei Rowling, e che tu sei intimamente convinto del fatto che Cecco Angiolieri sia uno dei tronisti di Maria De Filippi...beh....non so perchè ma.....il loro atteggiamento si trasforma, repentinamente quanto clamorosamente, in un mix di ripugnanza e insofferenza...come Secchionazzo del primo banco insegna.

Certo che la gente è strana.

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sabato, 20 ottobre 2007

Essere influenzati il sabato sera è una gran rottura di palle. Sdraiato sul divano, copertina di flanella e tazza di latte&miele, tutto il pomeriggio ho dovuto cimentarmi in un lavoro spossante, faticoso e a tratti disagevole. Costretto, perchè il mio corpicino infiacchito non poteva far altro. Obbligato, perchè il cielo là fuori ha deciso di dare il benvenuto all'autunno, finalmente. Forzato, perchè la tachipirina provoca sonnolenza (scemi, l'ho presa per via orale): ho passato l'intero post-pranzo e pre-cena a guardare la televisione!

Io adoro le serie TV. Non so cosa farei senza. Sono la mia droga quotidiana, il mio vizio incorregibile, la mia abitudine più radicata, un'attrazione a dir poco irresistibile per la mia mente debilitata. Lo scorso anno ho lavorato al Telefilm Festival. Ed ero in paradiso. Adoro Desperate Housewives. Idolatro Nip/Tuck. Mitizzo TheLword. Venero Heroes e Dirt. Amo alla follia Will and Grace, presto culto a Dharma and Grag, son cresciuto con LaTata, con Streghe, Friends, Dawson's Creek e Beverly Hills. Impazzisco per Six Feet Under e mi diverto con TheOC.

Ma NON guardo i medical drama. Non per un'antipatia verso i medici (beh, un pò sì...chi di noi non detesta i dentisti?) e neanche per insensibilità nei confronti dei malati (anche se tutti siamo cinici, chi più chi meno). No. Il mio è piuttosto un problema, come dire...strutturale: sono un tantino ipocondriaco.

Non sogghignate, perchè la cosa è seria. La malattia del malatoImmaginario è difficilissima da combattere. Basta leggere una qualsiasi sintomatologia che sei fottuto. Ricordo che all'età di 9 anni ero stato scelto per il ruolo da protagonista (quando si dice un baby-divo, modestamente) nella prestigiosa e popolarissima opera teatrale intitolata "è Natale", un musical innovativo e sfolgorante che ebbe un successo immediato: insomma, la recita di fine anno. Il lavoro sfiancante, le prove interminabili, le luci della ribalta e il gossip scatenato dal mio presunto feeling  con la co-protagonista fecero crescere in me un senso d'ansia da prestazione che sfociò velocemente in una tachicardia fulminante. Niente di che preoccuparsi, direbbe uno. Minchiate, rispondo io. Perchè, assuefatto alla visione di E.R., confuso dalle diagnosi di George Clooney e stordito dai bianchi camici delle infermiere che vedevo in Tv, credevo che fosse il primo sintomo di un tumore al cuore. A poco servirono le rassicurazioni dei dottori, sicuri del fatto che "il tumore al cuore non esiste, mio caro". Ma io sapevo che lo dicevano solo per calmarmi. E non abboccavo. Tzè!!!!

Dopo aver sconfitto quel cancro (sì, fu un miracolo...se volete potete pellegrinare verso casa mia a venerarmi - escluse ore pasti), giurai a me stesso che non avrei MAI PIU' prestato attenzione a quei beceri telefilm sanitari da clinica privata. E ho tenuto diligentemente fede al giuramento.

Fino a oggi pomeriggio.

Ho per sbaglio sostato su FOX mentre davano un certo Doctor House: un medico zoppo e senza camice, sarcastico e stranamente intelligente. Apparte che io l'attore (il bravissimo Hugh Laurie) me lo ricordo benissimo in Stuart Little, e vederlo dirigere in ospedale mi fa un pò senso (anche se, ammetto, potrebbe essere più sconvolgente vederlo nei panni nell'amorevole padre di famiglia e padrone di un topolino parlante per gli ammiratori di Dr House). Fatto sta che, nel giro di 20 minuti, mi son beccato uno ragazzotto sfigato a cui, in una puntata, è stato diagnosticato, nell'ordine: antrace, lebbra e malaria. CHECCAZZO.

Ora. Mi sono reso conto che mi è spuntata una voglia all'altezza del pettorale destro. Non l'avevo mai vista prima, e nel giro di due ore ho notato che si è ingigantita pericolosamente. Non vorrei esagerare o cadere nel catastrofismo più cupo, ma credo di aver contratto la peste bubbonica!!!! MALEDETTO HOUSE, MALETTOOOOOOOO.

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categoria:pensieri, ricordi, sputtanamento
domenica, 14 ottobre 2007

Ok. Il primo passo è stato fatto: finalmente ho trovato il coraggio di dirlo ad alta voce. Me lo hanno consigliato alla terapia di gruppo delle vecchie comari anonime. E sapete una cosa? FUNZIONA!! Sìssì. Sto già meglio. Mi sento sollevato. Libero e felice...come una farfalla. No, perchè, diciamocelo: so di essere in buonissima compagnia. Ammettiamolo. AMMETTETELO!

Incrociare il fantastico mondo di Splinder, poi, è stato un suicidio. Perchè avere a disposizione una tale landa così vasta ed estesa di cazzi altrui è deleterio. Nocivo. Quasi pericoloso, per la mia salute mentale in primis. E per la mia cultura in secundis. Sì, anche per la mia erudizione, avete ben capito: da quando passo ore davanti allo schermo bloggistico (si dice così?), smetto di leggere. Ma scusa, cazzo fai su Splinder? direte voi, acute e sagaci menti, così avvedute e sveglie. Ebbene, è proprio questo il dramma: preferisco di gran lunga i grandiosi spunti di Vera agli scenari oscuri di Ken Follett, privilegio le mirabolanti storie di Amelia al misticismo di Dan Brown, prescelgo l'ameno catastrofismo di Romins all'universo descrittivo di McEwan, prediligo le astute osservazioni di Findarto alla poesia immortale di Coelho, antepongo i pensieri di Mirtilla a quelli di Daniel Pennac... E la lista è proprio lunga. Proprio assai. E diciamocelo, non va proprio bene. Ci vorrebbe una via di mezzo, direbbero le nonne. Che di spettegulèssss se ne intendono, eccome. Ma il mio bilancino personale è tutto piegato verso il magico universo dei puntoSplinderPuntoCom. Ed è una via di non ritorno. Sappiatelo.

Che poi, essere pettegoli è anche un'arte. Lo sono sempre stato, io. Membro onorario dal 1985. E scusate se è poco. Bisogna avere un background ampio e complesso. Una preparazione non indifferente e un desiderio di conoscere  più che accentuato. Il tutto, ammantato dal crisma della fredda indifferenza apparente, del distacco strategico. Della finta apatia. Una simulazione perfetta di menefreghismo e noncuranza: questo ci vuole. E non è mica facile. Tzè. Qualche direttiva di base?

Regola numero uno: fatevi amici anche i nemici! (potrebbero venire utili, d'altronde. Quelli che ti stanno sulle palle sono anche, di solito, quelli con le Ultimissime migliori. Chissà perché).

Regola numero due: Spargete la voce della vostra imperturbabilità. Devono tutti credere nella vostra impassibilità, la più estrema: Apparentemente niente vi tocca da vicino. Ve ne fregate dei fatti degli altri. Sì. Solo così si ottiene la fiducia dell'interlocutore. E, solo così, millantando apatia, sarete le prime persone alle quali verrà raccontato DI TUTTO.

Regola numero tre: Non diffondete le vostre conquiste scooppistiche a destra e a manca. Perderete credibilità. Solo amici fidati. No perditempo.

Sì. Spettegolare non è da tutti. Farlo bene è un'arte. Ma sto cercando di smettere. Ne devo uscire. Sì. Ma, nel frattempo, ditemi: che avete combinato di bello oggi? (non che a me interessi particolarmente, sia chiaro)...ma...così, per chiacchierare del più e del meno: vi è' successo qualcosa di particolare? Cosa? Cosa??? Cosaaaa???????????

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categoria:pensieri, sputtanamento
sabato, 06 ottobre 2007

No. Io proprio non mantengo fede alla fama del ragazzo single che vive da solo. Che delusione, chessono! Perchè da quando Giovanni e Antonella sono emigrati verso altri lidi, e in attesa dei nuovi, sfavillanti (e soprattutto impavidi) coinquilini, sono l'unico essere vivente che popola l'appartamento al quarto piano di Piazza Morbegno numero 2 (ecco, ora sapete pure dove abito, quindi venitemi a trovare numerosi!). Di norma, e come luogo comune comanda, il suddetto giovanotto dovrebbe darsi alla pazza gioia: organizzare festini alla The O.C., accumulare piramidi di piatti luridi sul lavandino impataccato, cucinare con le stesse padelle unte su di un piano cottura lercio e insudiciato, irrorare le piastrelle circostanti la tazza del cesso di liquidi pisciali, dimenticare la presenza e l'uso della lavatrice, costellare il pavimento impolverato di mutande e calzini sporchi e, dulcis in fundo, disseminare lattine di birra vuote in ogni remoto cantone della casa. Il tutto innaffiato col sano, liberatorio e sempreverde rutto libero.

Di norma.

Perchè io, invece, mi sono fatto prendere dalla Sindrome di Bree Van De Kamp. E questo non va bene! E' sbagliatissimo! Vado in giro per casa con le orbite di fuori scrutando in controluce possibili tracce di polvere sul parquet appena lavato, ignoro la lavastoviglie per lavare ogni singolo piatto, bicchiere o padella RIGOROSAMENTE a mano (solo così il pulito è assicurato! me l'ha detto MastroLindo...), sistemo la credenza e dispongo barattoli e barattolini in minuzioso ordine di altezza, senza disdegnare un accostamento cromatico decisamente gradevole alla vista (perchè l'occhio vuole la sua parte). Cospargo l'appartamento di candele profumate (non sta bene l'odore di cucinato in soggiorno, diamine!), faccio due lavatrici al giorno (bianchi nei giorni pari, colorati nei giorni dispari. Guai ad invertire) e lavo addirittura i vetri delle porte finestre una volta a settimana.

Ma la cosa più inquietante è che, nonostante l'assenza assoluta di coinquilini nei paraggi, continuo a chiudermi a chiave ogni volta che vado in bagno!  

Ditemi: sono ancora normale oppure ho sniffato troppa Amuchina???

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categoria:pensieri, sputtanamento
sabato, 29 settembre 2007

Non sono mai stato un grande sportivo. All'asilo ero sempre il più lento a finire la costruzione del condominio coi mattoncini Lego (che volete? Noi gente di città siamo pragmatici...i villoni sono solo spreco di spazio), perennemente l'ultimo ad "Un Due Tre Stella!" (che gioco crudele, mi squalificavano sempre ad un passo dalla vittoria), e il primo a perdere nel Gioco del Silenzio (mai fu vera gloria). Sì, ripensandoci ho proprio vissuto un'infanzia difficile. E, siccome i traumi in tenera età riaffiorano col passare degli anni, va da sè che io sia stato una schiappa anche durante l'adolescenza, e oltre...La corsa, poi, non era proprio il mio forte. Mio fratello mi batteva sempre, nonostante fosse asmatico e quindici mesi più piccolo di me. Figure di merda.

Però, posso dire di aver provato tantissimi sportssss. Il primo è stato il calcio, ovviamente. Ricordo ancora il primo giorno di allenamento. Tutti radunati in mezzo al campo, in cerchio attorno a quello che tutti chiamavano "Mister". Già non capivo il perchè di quel nome, ma soprattutto non mi capacitavo dell'assenza di palloni nel raggio di 90 metri. Infatti, passammo l'intero pomeriggio a correre come cani in calore, su e giù, avanti e indietro, a sinistra e a destra. Scatti, allunghi, corsetta, al trotto (uhhmmm no, quello è un altro sport). Di una palla manco l'ombra. Che fatica, il primo giorno di allenamento!!! Il primo e l'ultimo!

Capito che il calcio non era nelle mie corde, mi sono dato ad una disciplina, come dire, "più statica": la pallavolo. Ora, pare non sia considerata una grande prova di mascolinità fare volley. Me misero! Peccato però, perchè lì non si correva...Alla già avanzata età di 9 anni, ero l'unico in classe a non avere uno sport "mio". Non potevo rischiare di essere deriso da tutti i compagni. E soprattutto dalla mia coscienza.

I miei preoccupati genitori, che vedevano mio fratello regalargli tante soddisfazioni agonistiche, decisero di farmi provare con il nuoto. Uno sport nobile, elegante, signorile, puro. "Vedrai che fisico ti farai" mi dicevano tutti (me lo dicono anche adesso, a riprova del fatto che il fisicone non m'è mai uscito). E qui, udite udite, ero piuttosto bravo! Certo, l'odore del cloro mi dava allergia, ci mettevo tre ore prima di tuffarmi perchè avevo sempre freddo, mi venivano le labbra viola e tremavo come una foglia, ma durante le gare ero una tigre!! Ahhhhh sì. Alle provinciali di categoria arrivai primo. Alle regionali secondo. Ma ero contento. Avevo trovato il mio sport!!!!!!!!! E, da campione provinciale e vicecampione regionale, camminavo a testa alta. Tutti avevano paura di me!!! Ohhhh sì. La meritata rivincita. La riconquista della dignità perduta. La rivalsa inaspettata. La sete di vendetta finalmente appagata!!! Ecco, mi sarò adagiato forse un pò troppo sugli allori. Da quel secondo posto ho perso clamorosamente ogni gara. Perdevo anche nella vasca da bagno. Avevo ormai imboccato il viale del tramonto. A 10 anni. La fine di una carriera gloriosa. Breve, ma intensa.

Dopo due lustri di vita (e dopo aver testato anche Tiro con l'arco, pallanuoto, salto in lungo, pallamano...) decisi di ritirarmi dalla vita agonistica. Mi iscrissi a pianoforte, dove collezionai un successo dopo l'altro. Mi chiamavano "Il piccolo Mozart". Tiè. Ora però, a 22 anni suonati (per l'appunto), mi piace giocare a pallone, fare beach volley e nuotare in mare aperto. Mi piace assalire il bagnasciuga e correre veloce. Sì. Beh, veloce ma non troppo. Magari in Si bemolle.

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martedì, 18 settembre 2007

Se c'è una cosa che mi piace fare è ascoltare i vecchietti sparlare sulla mia generazione. Sì, la scena è sempre la stessa: vecchietto numero uno, con Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport sotto il braccio, che in dialetto (milanese o brindisino, fa lo stesso) sparla, scredita, maligna, ci infama e ci denigra. E vecchietto numero due annuisce, per poi, a sua volta, maledire, calunniare e spettegolare. Il tutto farcito dai soliti, sfolgoranti luoghi comuni. Un tripudio di cliché.

Musica per le mie orecchie!

Tutto ha inizio, però, disquisendo sul tempo: "Eh, no. Non ci sono più le mezze stagioni" è ormai un classico. "Co' sto tempo non si sa più come vestirsi". Concordo."Non capisco perchè l'ora legale non la tengono tutto l'anno". Questo se lo chiedono un pò tutti...

Poi, si passa allegramente alla cucina: "Tanto in pancia si mischia tutto". Vero, lo dico anche io..."Del maiale non si butta via niente". Su questo avrei delle riserve. Soprattutto Solidea..."Nella dieta non conta quello che mangi, ma come lo condisci". Nulla da obiettare. Ma se mangi un bue intero a colazione, conta poco non aggiungere il sale e le patate di contorno. "Io digerisco anche i sassi". Buon per te, nonnetto: il problema sarà espellerli, poi..."Non si sa più quello che si mangia". E, a volte, meglio non saperlo. Soprattutto se cucino io!

Dalla cucina alla salute, il passo è breve: "L'importante è la salute" è tanto inflazionato quanto sacrosanto. "Più dormo e più ho sonno" è un problema che ci accomuna, caro mio! "Le carote fanno bene alla vista". Le pippe, mi dicono, non tanto. "Si comincia con uno spinello, e poi..." l'ho sentita tante volte. Parlano loro, che hanno fatto il '68.

E qui, dagli spinelli alla Generazione X, ci vuole un niente: La mia generazione è quella "senza valori". E questo s'era capito da un pezzo. Di quelli "cresciuti male", "viziati e fuorviati". Noi non abbiamo fatto la Guerra, non abbiamo vissuto il Fascismo (anche se "Si stava meglio quando si stava peggio" e "Quando c'era il Duce, i treni arrivavano sempre in orario". "Mussolini ha commesso un solo errore: si è alleato coi tedeschi" e "Certo Hitler era un pazzo criminale, ma pure Stalin" le più gettonate), non abbiamo vissuto gli anni di piombo. Non abbiamo visto lo sbarco sulla Luna, non abbiamo votato il Referendum per l'aborto. E per questo, ci dicono che non abbiamo ideali. Ma la verità è che loro, i nonnetti ruspanti, ne sanno pochissimo.

Vanno dicendo che "abbiamo avuto tutto", mentre quelli venuti dopo di noi, sì che hanno avuto tutto. E nessuno glielo dice! Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga ("Certe cose succedono solo in Italia"). Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come CoCoCo. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Eppure, abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la stagista nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl. I primi a comprendere il cambio Lira-Euro ("ehh, ma i giovani non conoscono il valore dei soldi", "non conoscono la fame" e "sono tutti drogati"). "All'età loro avevo già moglie e sette figli a carico". Si dava da fare, non c'è che dire. 

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag, per 14 ore di fila. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino (mmmhhh, ecco come si spiega la lavanda gastrica che ho fatto a 3 anni). Andavamo in motorino senza casco. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale!!! ("I giovani non si sanno divertire") Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo cellulari, Playstation, Nintendo64, 900 canali televisivi, Dolby-Surround, computer e Internet. Avevamo ancora gli "amici di penna" e siamo gli ultimi a sapere cosa sia un francobollo! Però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra fino al tramonto ("Eh, noi del Sud sì che sappiamo divertirci" dice il vecchietto numero uno), mica girando i pornazzi col videotelefono a 11 anni!

Contenti, di solito i due vecchietti, seduti sulla loro bella panchina verde-militare, amano cambiare argomento. Cultura a 360°. E così, si passa alla Geografia: "Venezia è bella, ma non ci vivrei" è assodata da tempo immemore. "A Londra piove 365 giorni all'anno". Io ci ho studiato un anno. E confermo. "A Roma bastano due gocce d'acqua, e il traffico va in tilt" si mischia, solitamente col padano "Tanto i soldi si fermano a Roma". "Però a Rimini il mare fa schifo" è superata. E oggettiva. "Nelle fogne di New York ci sono i coccodrilli" si sente spesso. E, infondo, ci credo anche io! "Il sole della montagna abbronza di più di quello del mare". Dipende: se vai a Rimini, non vai al mare. Appunto.

Vogliamo parlare del sano, puro e genuino campanilismo?? "Noi siamo più bravi, ma i francesi sanno vendere" è sublime. "A Milano, se caschi per terra, nessuno ti raccoglie" ha un fondo di inquietante verità. "Il sardo non è un dialetto, è proprio un'altra lingua" è facilmente comprensibile (non il sardo dico, il luogo comune!). "Gli italiani sono un popolo di furbi" e "All'estero sì che sono persone serie" di solito vanno a braccetto. In voga anche "In Sicilia ci sono posti meravigliosi ma non sanno sfruttare il turismo!" e "Prova a buttare una carta per terra in Svizzera e vedi che ti succede!". Saggezza popolare. "L'italiano è la lingua più difficile da imparare!" è diventata un must. Ci credo: i nonnetti ancora non la padroneggiano, infatti...

Un piccolo pensiero sugli animali, poi, non manca mai. "Il gatto si affeziona alla casa, e non al padrone". "Il cane lo vorrei, ma ci vuole il giardino". "Non compro il cane, così poi non mi dispiacerà vederlo morire" è astuta e calcolatrice. "Guarda 'sto cane: gli manca la parola" è inarrivabile.

Ma è in conclusione che i due eroi si abbandonano alla nostalgia più profonda. Nel ricordare i bei tempi. I bei tempi andati: "Qui una volta era tutta campagna". Una volta, e meno male! "Una volta si poteva uscire tranquilli la sera". Beati loro! "Ai miei tempi ci si alzava da tavola quando tutti avevano finito". Ora è già tanto che hai qualcosa da mangiare, a 500 Euro al mese. "Una volta potevi lasciare la porta di casa aperta". Perchè non c'era nulla da rubare, aggiungo timidamente. "Le nevicate di adesso non sono come quelle di una volta" è accompagnata da "E' tutta colpa dell'effetto serra". Sempre. "Non c'è più nessuno che lavora la terra". Veramente ci sono, ma non parlano italiano. E li sottopaghiamo. "Il pane di una volta aveva tutto un altro sapore" stranamente segue il solito: "Non ci sono più le donne di una volta". Ma la mia preferita è, in assoluto: "Una volta qui c'era il mare". Semplicemente DIVINA!

 

ps: in corsivo citazione da una mail che gira in Internet e che è arrivata anche alla mia umile casella di posta.

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sabato, 08 settembre 2007

Ti adoro Beppe Grillo. Ti idolatro. Tra poche ore avrà inizio il V-day. Non vedo l'ora. L'attesa è tanta. E Tu, carissimo, sarai l'assoluto protagonista di questa rivolta popolare. Un eroe. Il salvatore della patria. Un semidio.

Ma.

Ricorderai, come tutti noi, Tuoi fedeli sudditi devoti, l'annosa questione, sollevata dal Tuo penultimo e seguitissimo spettacolo teatrale ("Incantesimi", 2006), sulla ricerca imbavagliata.

Per chi non fosse a conoscenza della cosa, col Tuo permesso, un piccolo e veloce riepilogo: è stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi (dottor Stefano Montanari, in collaorazione con la dottoressa Antonietta Gatti) in cui si dimostra che vi sono prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di "termovalorizzatori", o, più semplicemente, Inceneritori di rifiuti.

Come dici nel Tuo show, queste micro particelle sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano tosse e asma) perchè entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi, rimanendovi per sempre e provocando gravi forme di cancro. Segue elenco dettagliato dei prodotti cancerogeni, prima di denunciare un fatto gravissimo: secondo quanto Tu ci hai sempre detto, le multinazionali, contattate dai due ricercatori per avere le delucidazioni del caso, non solo non hanno mai risposto, ma hanno anche fatto in modo che il microscopio non potesse più essere disponibile ai due per ulteriori ricerche. Riporto, testualmente, le Tue, venerate parole:

"E allora, non potendoli attaccare scientificamente, si è pensato di togliere lo strumento con cui Antonietta Gatti e Stefano Montanari provocano grossi fastidi".

Bene. Decido di andare a fondo e di documentarmi meglio, caro Beppe. Come Tu insegni. Scopro facilmente che il dott. Montanari possiede un blog tutto suo, www.stefanomontanari.net, e qui mi imbatto in un post...come dire.....controverso? ambiguo? strano?

Spiego:

Il dott. Montanari, a seguito proprio delle Tue stimate esternazioni, ha voluto dire la sua sulla questione. E la sua, non è proprio in sintonia con la Tua! Senti cosa dice il dottorone. Senti, senti:

"C’è un elenco di marche e prodotti che [...] sarebbero da bandire. Come spiegato fino all’esaurimento delle forze, ogni prodotto è stato esaminato in un solo campione e, dunque, non sappiamo se il ritrovamento sia occasionale o si tratti di una presenza costante. Subito dopo si parla di lettere che noi avremmo indirizzato ai produttori di questi alimenti senza aver ricevuto risposta. Falso: mai abbiamo scritto e, dunque, la non risposta è ovvia. Mi è stato pure riportato che circolerebbe la voce secondo cui alcune ditte di prodotti alimentari si sarebbero prodigate per farci togliere il microscopio elettronico di cui ci servivamo. Ancora una volta, la cosa è non solo falsa ma perfino ridicola. Il microscopio ci è stato tolto, ma non certo per opera di quelle aziende che nulla avrebbero potuto".

Ora, umilmente, mi rivolgo a Te, Beppe Grillo, mito, modello, paladino e mio indiscusso eroe: c'è mica qualcosa che vorresti dirmi? Coraggio! Non è che nella foga....mmhhhhh......come direeee......m'hai sparato una cazzata????????

No, giusto per capire....

postato da: FabulousFab alle ore 01:06 | Permalink | commenti (89)
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