Se c'è una cosa che mi piace fare è ascoltare i vecchietti sparlare sulla mia generazione. Sì, la scena è sempre la stessa: vecchietto numero uno, con Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport sotto il braccio, che in dialetto (milanese o brindisino, fa lo stesso) sparla, scredita, maligna, ci infama e ci denigra. E vecchietto numero due annuisce, per poi, a sua volta, maledire, calunniare e spettegolare. Il tutto farcito dai soliti, sfolgoranti luoghi comuni. Un tripudio di cliché.
Musica per le mie orecchie!
Tutto ha inizio, però, disquisendo sul tempo: "Eh, no. Non ci sono più le mezze stagioni" è ormai un classico. "Co' sto tempo non si sa più come vestirsi". Concordo."Non capisco perchè l'ora legale non la tengono tutto l'anno". Questo se lo chiedono un pò tutti...
Poi, si passa allegramente alla cucina: "Tanto in pancia si mischia tutto". Vero, lo dico anche io..."Del maiale non si butta via niente". Su questo avrei delle riserve. Soprattutto Solidea..."Nella dieta non conta quello che mangi, ma come lo condisci". Nulla da obiettare. Ma se mangi un bue intero a colazione, conta poco non aggiungere il sale e le patate di contorno. "Io digerisco anche i sassi". Buon per te, nonnetto: il problema sarà espellerli, poi..."Non si sa più quello che si mangia". E, a volte, meglio non saperlo. Soprattutto se cucino io!
Dalla cucina alla salute, il passo è breve: "L'importante è la salute" è tanto inflazionato quanto sacrosanto. "Più dormo e più ho sonno" è un problema che ci accomuna, caro mio! "Le carote fanno bene alla vista". Le pippe, mi dicono, non tanto. "Si comincia con uno spinello, e poi..." l'ho sentita tante volte. Parlano loro, che hanno fatto il '68.
E qui, dagli spinelli alla Generazione X, ci vuole un niente: La mia generazione è quella "senza valori". E questo s'era capito da un pezzo. Di quelli "cresciuti male", "viziati e fuorviati". Noi non abbiamo fatto la Guerra, non abbiamo vissuto il Fascismo (anche se "Si stava meglio quando si stava peggio" e "Quando c'era il Duce, i treni arrivavano sempre in orario". "Mussolini ha commesso un solo errore: si è alleato coi tedeschi" e "Certo Hitler era un pazzo criminale, ma pure Stalin" le più gettonate), non abbiamo vissuto gli anni di piombo. Non abbiamo visto lo sbarco sulla Luna, non abbiamo votato il Referendum per l'aborto. E per questo, ci dicono che non abbiamo ideali. Ma la verità è che loro, i nonnetti ruspanti, ne sanno pochissimo.
Vanno dicendo che "abbiamo avuto tutto", mentre quelli venuti dopo di noi, sì che hanno avuto tutto. E nessuno glielo dice! Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga ("Certe cose succedono solo in Italia"). Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come CoCoCo. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Eppure, abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la stagista nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl. I primi a comprendere il cambio Lira-Euro ("ehh, ma i giovani non conoscono il valore dei soldi", "non conoscono la fame" e "sono tutti drogati"). "All'età loro avevo già moglie e sette figli a carico". Si dava da fare, non c'è che dire.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag, per 14 ore di fila. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino (mmmhhh, ecco come si spiega la lavanda gastrica che ho fatto a 3 anni). Andavamo in motorino senza casco. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale!!! ("I giovani non si sanno divertire") Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo cellulari, Playstation, Nintendo64, 900 canali televisivi, Dolby-Surround, computer e Internet. Avevamo ancora gli "amici di penna" e siamo gli ultimi a sapere cosa sia un francobollo! Però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra fino al tramonto ("Eh, noi del Sud sì che sappiamo divertirci" dice il vecchietto numero uno), mica girando i pornazzi col videotelefono a 11 anni!
Contenti, di solito i due vecchietti, seduti sulla loro bella panchina verde-militare, amano cambiare argomento. Cultura a 360°. E così, si passa alla Geografia: "Venezia è bella, ma non ci vivrei" è assodata da tempo immemore. "A Londra piove 365 giorni all'anno". Io ci ho studiato un anno. E confermo. "A Roma bastano due gocce d'acqua, e il traffico va in tilt" si mischia, solitamente col padano "Tanto i soldi si fermano a Roma". "Però a Rimini il mare fa schifo" è superata. E oggettiva. "Nelle fogne di New York ci sono i coccodrilli" si sente spesso. E, infondo, ci credo anche io! "Il sole della montagna abbronza di più di quello del mare". Dipende: se vai a Rimini, non vai al mare. Appunto.
Vogliamo parlare del sano, puro e genuino campanilismo?? "Noi siamo più bravi, ma i francesi sanno vendere" è sublime. "A Milano, se caschi per terra, nessuno ti raccoglie" ha un fondo di inquietante verità. "Il sardo non è un dialetto, è proprio un'altra lingua" è facilmente comprensibile (non il sardo dico, il luogo comune!). "Gli italiani sono un popolo di furbi" e "All'estero sì che sono persone serie" di solito vanno a braccetto. In voga anche "In Sicilia ci sono posti meravigliosi ma non sanno sfruttare il turismo!" e "Prova a buttare una carta per terra in Svizzera e vedi che ti succede!". Saggezza popolare. "L'italiano è la lingua più difficile da imparare!" è diventata un must. Ci credo: i nonnetti ancora non la padroneggiano, infatti...
Un piccolo pensiero sugli animali, poi, non manca mai. "Il gatto si affeziona alla casa, e non al padrone". "Il cane lo vorrei, ma ci vuole il giardino". "Non compro il cane, così poi non mi dispiacerà vederlo morire" è astuta e calcolatrice. "Guarda 'sto cane: gli manca la parola" è inarrivabile.
Ma è in conclusione che i due eroi si abbandonano alla nostalgia più profonda. Nel ricordare i bei tempi. I bei tempi andati: "Qui una volta era tutta campagna". Una volta, e meno male! "Una volta si poteva uscire tranquilli la sera". Beati loro! "Ai miei tempi ci si alzava da tavola quando tutti avevano finito". Ora è già tanto che hai qualcosa da mangiare, a 500 Euro al mese. "Una volta potevi lasciare la porta di casa aperta". Perchè non c'era nulla da rubare, aggiungo timidamente. "Le nevicate di adesso non sono come quelle di una volta" è accompagnata da "E' tutta colpa dell'effetto serra". Sempre. "Non c'è più nessuno che lavora la terra". Veramente ci sono, ma non parlano italiano. E li sottopaghiamo. "Il pane di una volta aveva tutto un altro sapore" stranamente segue il solito: "Non ci sono più le donne di una volta". Ma la mia preferita è, in assoluto: "Una volta qui c'era il mare". Semplicemente DIVINA!
ps: in corsivo citazione da una mail che gira in Internet e che è arrivata anche alla mia umile casella di posta.