Lavorare agli Affari Internazionali è stancante. Devo ammetterlo. Quel salotto chiamato Ufficio, dimora incontestata della ciarla imperante e del chiacchiericcio ad ogni costo, è fucina di sudore e fatica, esaurimento, spossatezza e angoscia. Lo so, è difficile a credersi. Infondo, non sgobbo mica in miniera. Evvabbè. Ma credetemi, spiegare a uno studente greco che gli esami DEVE farli in italiano, nonostante l'ellenico ragazzuolo voglia convincersi del contrario, è arduo compito (soprattutto se sono le otto e trenta del dì). Quasi quasi rimpiango la mia vecchia mansione. (Che poi trattavasi del mestiere più antico del mondo) (cosa diavolo avete capito, o' sempliciotti bischeri che non siete altro): intendo dire il CAMERIERE!
Ai tempi vivevo in Inghilterra, e come amplissima parte degli studenti, per campare decentemente ero costretto a offrire il mio corpo e i miei servizi per riverire uomini di una ricchezza spropositatamente esagerata (ancora con questi doppi sensi?!!? E daje!...siamo mica ad Hollywood). Palcoscenico d'onore (e di fatica) era il quotatissimo Cheltenham Racecourse, più volgarmente detto "Ippodromo". Sì, lavoravo all'Ippodromo (e non mi fate la battuta: "allora ti sei dato all'ippica come ti avevo consigliato" perchè è inflazionata e passata di moda). Ebbene: servire ai tavoli questi ricconi dell'alta borghesia inglese non è mica compito semplice. Nonnò. Innanzitutto, pagano un biglietto da 300 sterline. E solo questo basta e avanza per permettere loro di esigere il miglior trattamento possibile. Ora, io questo regale trattamento avrei tanto voluto offrirglielo (e smettetela di far battute, come siete maliziosi!)...il problema è che proprio non ci sapevo fare!!!
Voglio dire, non era neanche colpa mia: non è mica una cazzata camminare a tempo di musica (no, dico: a tempo di musica!!) tra i tavoli con tre (ripeto, per chi non avesse letto bene: TRE!!!!!) piatti quadrangolari (sì, non tondi, ovali o sferoidali: QUADRANGOLARI), bollenti e terribilmente pesanti!!! E' normale poi che un cameriere a caso, con un non spiccatissimo senso dell'equilibrio e con problemi di debolezza dell'arto mancino faccia cadere i suddetti piatti lungo il tragitto che va dalle cucine al tavolo d'onore. E' normale che, sempre uno di quei camerieri a caso, nel poggiare un vassoio davanti alle fauci sbavanti di un insaziabile Galeazzi d'Oltremanica faccia ACCIDENTALMENTE ricadere la zuppa che teneva nella mano sinistra sul cappotto dell'obeso di turno. E' pienamente normale che l'ormai famoso cameriere a caso infilzi assolutamente PER SBAGLIO la moglie del Comandante Smith col coltello da tacchino. Ed è di certo normale che il cameriere (preso ad esempio) scivoli sull'assolo di violoncello quasi-sgozzando col cucchiaio da pudding il figliol prodigo della famiglia Seaman. E' normale. Checcazzo. Cosa pretendono da me??? (ehhhmmm, da QUEL cameriere imprecisato preso a caso)...
Che poi, neanche uno straccio di mancia m'hanno dato mai....Ancora mi chiedo il perché...INGRATI!
categoria:ricordi, lavoro, storie di vita vissuta, sputtanamento, ricordi anglofoni













Quanto mi piace il caffè allungato. Quello all'americana.