giovedì, 11 ottobre 2007

Lavorare agli Affari Internazionali è stancante. Devo ammetterlo. Quel salotto chiamato Ufficio, dimora incontestata della ciarla imperante e del chiacchiericcio ad ogni costo, è fucina di sudore e fatica, esaurimento, spossatezza e angoscia. Lo so, è difficile a credersi. Infondo, non sgobbo mica in miniera. Evvabbè. Ma credetemi, spiegare a uno studente greco che gli esami DEVE farli in italiano, nonostante l'ellenico ragazzuolo voglia convincersi del contrario, è arduo compito (soprattutto se sono le otto e trenta del dì). Quasi quasi rimpiango la mia vecchia mansione. (Che poi trattavasi del mestiere più antico del mondo) (cosa diavolo avete capito, o' sempliciotti bischeri che non siete altro): intendo dire il CAMERIERE!

Ai tempi vivevo in Inghilterra, e come amplissima parte degli studenti, per campare decentemente ero costretto a offrire il mio corpo e i miei servizi per riverire uomini di una ricchezza spropositatamente esagerata (ancora con questi doppi sensi?!!? E daje!...siamo mica ad Hollywood). Palcoscenico d'onore (e di fatica) era il quotatissimo Cheltenham Racecourse, più volgarmente detto "Ippodromo". Sì, lavoravo all'Ippodromo (e non mi fate la battuta: "allora ti sei dato all'ippica come ti avevo consigliato" perchè è inflazionata e passata di moda). Ebbene: servire ai tavoli questi ricconi dell'alta borghesia inglese non è mica compito semplice. Nonnò. Innanzitutto, pagano un biglietto da 300 sterline. E solo questo basta e avanza per permettere loro di esigere il miglior trattamento possibile. Ora, io questo regale trattamento avrei tanto voluto offrirglielo (e smettetela di far battute, come siete maliziosi!)...il problema è che proprio non ci sapevo fare!!!

Voglio dire, non era neanche colpa mia: non è mica una cazzata camminare a tempo di musica (no, dico: a tempo di musica!!) tra i tavoli con tre (ripeto, per chi non avesse letto bene: TRE!!!!!) piatti quadrangolari (sì, non tondi, ovali o sferoidali: QUADRANGOLARI), bollenti e terribilmente pesanti!!! E' normale poi che un cameriere a caso, con un non spiccatissimo senso dell'equilibrio e con problemi di debolezza dell'arto mancino faccia cadere i suddetti piatti lungo il tragitto che va dalle cucine al tavolo d'onore. E' normale che, sempre uno di quei camerieri a caso, nel poggiare un vassoio davanti alle fauci sbavanti di un insaziabile Galeazzi d'Oltremanica faccia ACCIDENTALMENTE ricadere la zuppa che teneva nella mano sinistra sul cappotto dell'obeso di turno. E' pienamente normale che l'ormai famoso cameriere a caso infilzi assolutamente PER SBAGLIO la moglie del Comandante Smith col coltello da tacchino. Ed è di certo normale che il cameriere (preso ad esempio) scivoli sull'assolo di violoncello quasi-sgozzando col cucchiaio da pudding il figliol prodigo della famiglia Seaman. E' normale. Checcazzo. Cosa pretendono da me??? (ehhhmmm, da QUEL cameriere imprecisato preso a caso)...

Che poi, neanche uno straccio di mancia m'hanno dato mai....Ancora mi chiedo il perché...INGRATI!

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giovedì, 06 settembre 2007

Quanto mi piace il caffè allungato. Quello all'americana.

Lo so, lo so: orde infuriate di internauti ora mi farciranno il blog di insulti e offese, lo incendieranno e ci sputeranno sopra; molti mi cancelleranno dalla lista "amici", e mi diranno, con tono schifato, che sono proprio un italiano di merda.

Ma io non ci posso far niente. Proprio niente. A me, l'american coffe, me piace!!!! 

Ci pensavo oggi, mentre sorseggiavo quell'oro nero (altro che petrolio) dalla mia bella tazza (e non tazzina, si badi bene: proprio "tazza") fumante. Sì - pensavo - col caffè è tutto più facile.

Tutto questo preambolo per nuntiare vobis che da oggi, ore 9 e zero-zero, ho cominciato a lavorare (chi? cosa? io?) all'Ufficio Affari Internazionali (che fa tanto uomo in carriera), o, meglio: all'International Office (che fa tanto uomo Americano. In carriera).

Arrivo in Ufficio e mi presentano l'intero plotone...ehm...staff al completo: un gruppo nutritissimo di sole-donne intente, per 8 ore lavorative, nel taglio & cucito delle vite altrui. Per un pettegolo come me, meglio di un harem! Ammetto di non ricordare neanche un-dico-un nome proprio. Rammento solo quello della "capa", denominata "Sua Maestà" dalle mie iene colleghe. E' un inizio.

Mi fanno fare le telefonate di sollecito che nessuno, lì dentro, ha il coraggio di affrontare. Mi danno fotocopie e moduli da far firmare. Controllare le mails e gestire le richieste allo sportello. Faccio sù e giù per le scale, tra una Segreteria e l'altra, come un gatto pazzo in calore.

Dopo due ore perdevo già i capelli per lo stress (e, stando al mio oroscopo, non dovrei prendere la cosa tanto alla leggera: Findarto docet), ma con un bel caffè americano è tutto più semplice!!!! Ahhhhh, se lo è!

driiiiiiiiiiin

FabulousFab- Ufficio Affari Internazionali!

studente Erasmus- Salve, sono Gi**** Le*****. Ho chiamato per sapere quando iniziano i miei corsi in Inghilterra.

FabulousFab- Beh, non le è stato comunicato niente dalla Università partner?

studente Erasmus- Beh, sì. Ma non ho ben capito. Speravo, in effetti, che me lo dicesse Lei..

FabulousFab- Un attimo, controllo.

...

Sì, guardi: dovrebbe passare in Ufficio, così Le dò anche il timetable. In questo momento dove si trova? Noi siamo aperti fino alle 5.

Studente Erasmus- No, veramente...non posso venire. Sono in Segreteria ora.

FabulousFab- Ok. Appena finisce passi pure. Ma entro le 5, mi raccomando.

Studente Erasmus- No, guardi: sono in Segreteria. A Portsmouth.

FabulousFab- ....

-.-"

Ma...scusi: PERCHE' CHIAMA IN ITALIA SE E' IN SEGRETERIA, IN INGHILTERRA????

LO CHIEDA DIRETTAMENTE A LORO, NO??!!!!!!!?????

Studente Erasmus: Beh...

...

FabulousFab- ...

allora?

Studente Erasmus- ...

...

...mi vergogno.

...

FabulousFab- click.

E' un contratto di sole 150 ore. Ma saranno più lunghe di quanto pensassi. E' un presentimento.

Chiamatelo pure un Sesto Senso...

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categoria:pensieri, lavoro