Ho una mania. Pericolosa e temibile, dannosa e sconsigliabile perché difficile da estirpare: Sniffo. Le pagine dei settimanali.
Da sempre.
Ora, mi rendo conto che le tragedie sono altre, ma credetemi, sto parlando di una schiavitù vera e propria! E con i pennarelli indelebili non va meglio, anzi…(il rosso è sempre il migliore, non so per quale celato motivo…)
Il primo passo è ammettere di avere un problema, certo. Ed è anche per questa mia ossessione che ho deciso, qualche mesetto fa, di fare domanda al Master in Giornalismo dell’UniMilano. Le selezioni, dure e faticose, in un primo momento mi hanno fatto fuori: pare fosse un abominio il fatto che io ignorassi l’importanza dell’Armenia e il significato di “Maggio Francese” (non rispondete: “beh, a Maggio il presidente Sarkozy è convolato a nozze con l’ex modella italiana Carla Bruni”. Scoprirete che no, non è la risposta esatta).
Ma il potere delle iatture e del malocchio ha fatto sì che una serie di rinunce insospettabili e conseguenti ripescaggi mi rimettesse in pista: e dunque, eccomi qui, felice e beato nella favolosa lista dei 30 fortunati futuri disocc…ehm, giornalisti.
Per chi, tra voi cari lettori, avesse la mezza idea di seguire le mie orme, ecco un semplice vademecum da tenere sempre a mente: in base alle mie disavventure giornaliere, vi offro un taccuino prezioso.
Una volta ammessi, ecco come fare per apparire intelligenti, acuti ed incredibilmente sagaci di fronte a quel popò di brillanti laureati. In dieci facili lezioni:
1. Evitate di arrivare con mezzora di ritardo il primo giorno.
Non vi farà guadagnare punti agli occhi dei tutors e, soprattutto, porterà i presenti a guardarvi come a dire: “Ma sto sfigato non l’avevamo fatto fuori?”
2. Quando leggete i giornali, non vi fiondate sulla Gazzetta dello Sport come se la vostra esistenza dipendesse da quell’ammasso di fogli rosa. Prendete piuttosto il Corriere della Sera (è quello strano mucchio di carta ingombrante che di solito usate per imbiancare le pareti dopo l’estate) e leggete l’editoriale con finto sguardo competente. Quindi, sottolineate due frasi ed esclamate: “Hai visto Ostellino oggi…”. Tutti crederanno che lo conosciate meglio di vostro zio.
3. Fingete di conoscere a menadito la geografia politica internazionale. Annuite più volte e, al momento opportuno, uscitevene con un “Beh, sicuramente il modello thatcheriano ha fatto scuola”. Funziona in ogni occasione.
4. Cancellate “Faccetta Nera” dall’iPod. O nascondente l’iPod.
5. Quando si parla di libri, dite di aver letto anche voi Kafka e Dostojevski. Non vi preoccupate, non andranno ad indagare e non vi interrogheranno.
Cercate piuttosto di autocontrollarvi: MAI pronunciare le parole “Harry” e “Potter” nella stessa frase.
6. Fate finta di aver visto l’ultima puntata di Annozero, dell’Infedele, di Ballarò, di Porta a Porta, di Otto e Mezzo e di Matrix.
E ricordatevi: “Il Fatto” di Enzo Biagi non va più in onda. Lui è pure morto, nel frattempo…Lo so che non vi siete mai accorti della sua esistenza, ma altri pare l’abbiano fatto…
7. Alla domanda “Qual è il tuo film preferito” rispondete sicuri con un “Romanzo Sentimentale di Ejzenstejn del 1930”. Convincetevi del fatto che voi NO, non avete mai visto e fortemente apprezzato “Goal”…
8. La vostra musica preferita non contemplerà più quella ascoltata su Rds. Fatevene una ragione, checcazzo.
9. Dite di esservi svegliati con la rassegna stampa di Bordin su Radio Radicale. Che stamattina Bordin avesse la voce di Marco Galli di “Tutto Esaurito” (radio105) è solo un dettaglio. Stranezze dell’etere.
10. Sforzatevi di ridere in maniera composta. Sembrerete meno scemi di quanto in realtà siete.
Fidatevi.
Da sempre.
Ora, mi rendo conto che le tragedie sono altre, ma credetemi, sto parlando di una schiavitù vera e propria! E con i pennarelli indelebili non va meglio, anzi…(il rosso è sempre il migliore, non so per quale celato motivo…)
Il primo passo è ammettere di avere un problema, certo. Ed è anche per questa mia ossessione che ho deciso, qualche mesetto fa, di fare domanda al Master in Giornalismo dell’UniMilano. Le selezioni, dure e faticose, in un primo momento mi hanno fatto fuori: pare fosse un abominio il fatto che io ignorassi l’importanza dell’Armenia e il significato di “Maggio Francese” (non rispondete: “beh, a Maggio il presidente Sarkozy è convolato a nozze con l’ex modella italiana Carla Bruni”. Scoprirete che no, non è la risposta esatta).
Ma il potere delle iatture e del malocchio ha fatto sì che una serie di rinunce insospettabili e conseguenti ripescaggi mi rimettesse in pista: e dunque, eccomi qui, felice e beato nella favolosa lista dei 30 fortunati futuri disocc…ehm, giornalisti.
Per chi, tra voi cari lettori, avesse la mezza idea di seguire le mie orme, ecco un semplice vademecum da tenere sempre a mente: in base alle mie disavventure giornaliere, vi offro un taccuino prezioso.
Una volta ammessi, ecco come fare per apparire intelligenti, acuti ed incredibilmente sagaci di fronte a quel popò di brillanti laureati. In dieci facili lezioni:
1. Evitate di arrivare con mezzora di ritardo il primo giorno.
Non vi farà guadagnare punti agli occhi dei tutors e, soprattutto, porterà i presenti a guardarvi come a dire: “Ma sto sfigato non l’avevamo fatto fuori?”
2. Quando leggete i giornali, non vi fiondate sulla Gazzetta dello Sport come se la vostra esistenza dipendesse da quell’ammasso di fogli rosa. Prendete piuttosto il Corriere della Sera (è quello strano mucchio di carta ingombrante che di solito usate per imbiancare le pareti dopo l’estate) e leggete l’editoriale con finto sguardo competente. Quindi, sottolineate due frasi ed esclamate: “Hai visto Ostellino oggi…”. Tutti crederanno che lo conosciate meglio di vostro zio.
3. Fingete di conoscere a menadito la geografia politica internazionale. Annuite più volte e, al momento opportuno, uscitevene con un “Beh, sicuramente il modello thatcheriano ha fatto scuola”. Funziona in ogni occasione.
4. Cancellate “Faccetta Nera” dall’iPod. O nascondente l’iPod.
5. Quando si parla di libri, dite di aver letto anche voi Kafka e Dostojevski. Non vi preoccupate, non andranno ad indagare e non vi interrogheranno.
Cercate piuttosto di autocontrollarvi: MAI pronunciare le parole “Harry” e “Potter” nella stessa frase.
6. Fate finta di aver visto l’ultima puntata di Annozero, dell’Infedele, di Ballarò, di Porta a Porta, di Otto e Mezzo e di Matrix.
E ricordatevi: “Il Fatto” di Enzo Biagi non va più in onda. Lui è pure morto, nel frattempo…Lo so che non vi siete mai accorti della sua esistenza, ma altri pare l’abbiano fatto…
7. Alla domanda “Qual è il tuo film preferito” rispondete sicuri con un “Romanzo Sentimentale di Ejzenstejn del 1930”. Convincetevi del fatto che voi NO, non avete mai visto e fortemente apprezzato “Goal”…
8. La vostra musica preferita non contemplerà più quella ascoltata su Rds. Fatevene una ragione, checcazzo.
9. Dite di esservi svegliati con la rassegna stampa di Bordin su Radio Radicale. Che stamattina Bordin avesse la voce di Marco Galli di “Tutto Esaurito” (radio105) è solo un dettaglio. Stranezze dell’etere.
10. Sforzatevi di ridere in maniera composta. Sembrerete meno scemi di quanto in realtà siete.
Fidatevi.












