Mio nonno è davvero uno avanti! E' gagliardo, divertente e al passo con i tempi. Ricordo che alle elementari veniva a prendermi all'uscita, e io ero tutto contento perchè potevo sfoggiarlo davanti ad amici e bidelle. Come un trofeo. E la maestra un pò rosicava perchè, non l'ha mai ammesso, ma un pò le piaceva, mio nonno. Ahhh sì! Un bambino si accorge di queste cose. Sempre. E non sbaglia mai.
E' uno juventino che dire sfegatato è dire poco. In campagna ha montato una bandiera bianconera sul tetto, e ogni mattina la saluta, solennemente. Che grande che è. Mio nonno ha la guida sportiva e la comicità innata del miglior cabarettista. Alto (e altezza è già mezza bellezza), gran fisico e viso da copertina. Un meridionale purosangue. Ha un telefonino di ultimissima generazione (il mio, al confronto, è un mattone da amarcord) e naviga per blog. Invia le email (ha ben DUE indirizzi di posta) e ha un contatto Messenger. Guarda SKY e ammicca al Digitale Terrestre. E' abbonato a magazine on-line e acquista su eBay. E' molto più avanti di me, se è per questo.
Trasferitomi a Milano ho notato che qui, invece, i vecchietti sono tristi. Al contrario di mio nonno, sono noiosi, negativi e anche un pò rompiballe. Il tutto, condito dal solito razzismo padano: Mi trovavo all'angolo di una strada parecchio trafficata, oggi pomeriggio. Fermo al semaforo, ascolto la chiacchierata di due nonnetti milanesi:
Brambilla 1: Ahhhh guarda, non ce la faccio più...tutti questi terroni, sono ovunque ormai...
Brambilla 2: Non lo dire a me...e poi sai cos'è? Son tutti 'gnurant!!!!...di un'ignoranza, guarda....spaventosa!!!
Brambilla 1: C'hai ragione!! Non sanno manco parlare l'italiano, figurati se sanno cos'è un computer, quelli lì!!
Brambilla 2: Seeeee, un computer??? E non ce li hanno mica, in Terronia, i computer...ma ti pare?
E giù risate di gusto.
Allora decido di intervenire. Ma siccome sono un ragazzo di classe, decido di giocare di fino. Mi avvicino ai due. Con accento forzatamente pugliese e contratto d'affitto nella mano destra:
FabulousFab: Scusate, sapete dove posso scannerizzare questo documento??
Brambilla 1&2: ...Scanne-cheee??????
Ecco. Appunto. Ma non finisce qui. Perchè la rivincita è un piatto che va consumato freddo: Stavo per inanellare contro di loro quella serie di parolacce e bestemmie che mi hanno reso famoso dal Manzanarre al Reno, quando, accanto a noi, un commerciante siciliano, sulla sessantina, prende la parola. Guardando i due nonnetti con superiorità, mi dice:
Se hai una chiavetta USB te lo faccio fare in negozio da me. Sennò, ti mando il file in allegato per email.
Tiè.
- Corso base di computer: 120 Euro. Con Mastercard.
- Scanner professionale per il tuo ufficio: 204 Euro. Con Mastercard.
- Vedere la faccia incredula dei due milanesotti dopo questa bella figura di merda: NON HA PREZZO.
categoria:storie di vita vissuta













Essere influenzati il sabato sera è una gran rottura di palle. Sdraiato sul divano, copertina di flanella e tazza di latte&miele, tutto il pomeriggio ho dovuto cimentarmi in un lavoro spossante, faticoso e a tratti disagevole. Costretto, perchè il mio corpicino infiacchito non poteva far altro. Obbligato, perchè il cielo là fuori ha deciso di dare il benvenuto all'autunno, finalmente. Forzato, perchè la tachipirina provoca sonnolenza (scemi, l'ho presa per via orale): ho passato l'intero post-pranzo e pre-cena a guardare la televisione!
Che poi, essere pettegoli è anche un'arte. Lo sono sempre stato, io. Membro onorario dal 1985. E scusate se è poco. Bisogna avere un background ampio e complesso. Una preparazione non indifferente e un desiderio di conoscere più che accentuato. Il tutto, ammantato dal crisma della fredda indifferenza apparente, del distacco strategico. Della finta apatia. Una simulazione perfetta di menefreghismo e noncuranza: questo ci vuole. E non è mica facile. Tzè. Qualche direttiva di base?
Ai tempi vivevo in Inghilterra, e come amplissima parte degli studenti, per campare decentemente ero costretto a offrire il mio corpo e i miei servizi per riverire uomini di una ricchezza spropositatamente esagerata (ancora con questi doppi sensi?!!? E daje!...siamo mica ad Hollywood). Palcoscenico d'onore (e di fatica) era il quotatissimo Cheltenham Racecourse, più volgarmente detto "Ippodromo". Sì, lavoravo all'Ippodromo (e non mi fate la battuta: "allora ti sei dato all'ippica come ti avevo consigliato" perchè è inflazionata e passata di moda). Ebbene: servire ai tavoli questi ricconi dell'alta borghesia inglese non è mica compito semplice. Nonnò. Innanzitutto, pagano un biglietto da 300 sterline. E solo questo basta e avanza per permettere loro di esigere il miglior trattamento possibile. Ora, io questo regale trattamento avrei tanto voluto offrirglielo (e smettetela di far battute, come siete maliziosi!)...il problema è che proprio non ci sapevo fare!!!
No. Io proprio non mantengo fede alla fama del ragazzo single che vive da solo. Che delusione, chessono! Perchè da quando Giovanni e Antonella sono emigrati verso altri lidi, e in attesa dei nuovi, sfavillanti (e soprattutto impavidi) coinquilini, sono