sabato, 29 settembre 2007

Non sono mai stato un grande sportivo. All'asilo ero sempre il più lento a finire la costruzione del condominio coi mattoncini Lego (che volete? Noi gente di città siamo pragmatici...i villoni sono solo spreco di spazio), perennemente l'ultimo ad "Un Due Tre Stella!" (che gioco crudele, mi squalificavano sempre ad un passo dalla vittoria), e il primo a perdere nel Gioco del Silenzio (mai fu vera gloria). Sì, ripensandoci ho proprio vissuto un'infanzia difficile. E, siccome i traumi in tenera età riaffiorano col passare degli anni, va da sè che io sia stato una schiappa anche durante l'adolescenza, e oltre...La corsa, poi, non era proprio il mio forte. Mio fratello mi batteva sempre, nonostante fosse asmatico e quindici mesi più piccolo di me. Figure di merda.

Però, posso dire di aver provato tantissimi sportssss. Il primo è stato il calcio, ovviamente. Ricordo ancora il primo giorno di allenamento. Tutti radunati in mezzo al campo, in cerchio attorno a quello che tutti chiamavano "Mister". Già non capivo il perchè di quel nome, ma soprattutto non mi capacitavo dell'assenza di palloni nel raggio di 90 metri. Infatti, passammo l'intero pomeriggio a correre come cani in calore, su e giù, avanti e indietro, a sinistra e a destra. Scatti, allunghi, corsetta, al trotto (uhhmmm no, quello è un altro sport). Di una palla manco l'ombra. Che fatica, il primo giorno di allenamento!!! Il primo e l'ultimo!

Capito che il calcio non era nelle mie corde, mi sono dato ad una disciplina, come dire, "più statica": la pallavolo. Ora, pare non sia considerata una grande prova di mascolinità fare volley. Me misero! Peccato però, perchè lì non si correva...Alla già avanzata età di 9 anni, ero l'unico in classe a non avere uno sport "mio". Non potevo rischiare di essere deriso da tutti i compagni. E soprattutto dalla mia coscienza.

I miei preoccupati genitori, che vedevano mio fratello regalargli tante soddisfazioni agonistiche, decisero di farmi provare con il nuoto. Uno sport nobile, elegante, signorile, puro. "Vedrai che fisico ti farai" mi dicevano tutti (me lo dicono anche adesso, a riprova del fatto che il fisicone non m'è mai uscito). E qui, udite udite, ero piuttosto bravo! Certo, l'odore del cloro mi dava allergia, ci mettevo tre ore prima di tuffarmi perchè avevo sempre freddo, mi venivano le labbra viola e tremavo come una foglia, ma durante le gare ero una tigre!! Ahhhhh sì. Alle provinciali di categoria arrivai primo. Alle regionali secondo. Ma ero contento. Avevo trovato il mio sport!!!!!!!!! E, da campione provinciale e vicecampione regionale, camminavo a testa alta. Tutti avevano paura di me!!! Ohhhh sì. La meritata rivincita. La riconquista della dignità perduta. La rivalsa inaspettata. La sete di vendetta finalmente appagata!!! Ecco, mi sarò adagiato forse un pò troppo sugli allori. Da quel secondo posto ho perso clamorosamente ogni gara. Perdevo anche nella vasca da bagno. Avevo ormai imboccato il viale del tramonto. A 10 anni. La fine di una carriera gloriosa. Breve, ma intensa.

Dopo due lustri di vita (e dopo aver testato anche Tiro con l'arco, pallanuoto, salto in lungo, pallamano...) decisi di ritirarmi dalla vita agonistica. Mi iscrissi a pianoforte, dove collezionai un successo dopo l'altro. Mi chiamavano "Il piccolo Mozart". Tiè. Ora però, a 22 anni suonati (per l'appunto), mi piace giocare a pallone, fare beach volley e nuotare in mare aperto. Mi piace assalire il bagnasciuga e correre veloce. Sì. Beh, veloce ma non troppo. Magari in Si bemolle.

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venerdì, 28 settembre 2007

Quando uno crede di essersi messo alle spalle un periodaccio, ecco che la Dea Fortuna (che conosco a malapena) arriva quatta quatta per fare quello che più le piace e le diverte: bastonarti con vigore! No, perchè se c'è una cosa che ho imparato in questi giorni, è che non bisogna mai abbassare la guardia, neanche dopo due esami andati benone. Perchè la sfiga è dietro l'angolo. O sul tetto di casa. Ad aspettare. Guardinga.

Ieri sera sono andato a letto tardi, molto tardi. Stamattina avevo il mio bell'esame di Diritto UE, e ho studiato fino alle 2:40. Col solito mal di testa (il mio miglior nemico), mi addormento a fatica. Fuori piove. Anzi, diluvia. Sento le gocce di pioggia infrangersi rumorosamente contro il vetro della porta finestra, e fulmini abbaglianti squarciare l'oscurità delle nubi stracolme d'acqua. Odio gli acquazzoni, specie quando devo alzarmi presto.

Ero già nel mondo dei sogni, in compagnia di Mary Poppins e Pluto (cazzo ridete, non li scelgo mica i sogni che faccio!), quando un rumore anomalo mi catapulta nella realtà. Un tic tac strepitante, chiassoso. Tic tac tica tac tic tac. Sempre più forte. E più veloce. "Cazzo è???". Tic tac tic tac tic tac tic tac. Non capivo cosa fosse. Tic tac tic tac tic tac tic tac. Poi ho collegato: la presa della corrente sarà saltata a causa del temporale! Porca miseria! Cortocircuito. Ovvio, no? Sfiga maledetta!!! "E ora come faccio a staccare la spina senza carbonizzarmi?". Che situazione di merda. Erano le 3 e mezza del mattino.

Raccolgo le forze. Con un coraggio che non mi appartiene mi avvicino alla presa di corrente. E solo qui, solo in questo momento, nell'oscurità della stanza, a piedi nudi e col telefonino in mano per farmi luce, capisco. Comprendo la situazione. Afferro il problema. Una tragedia! Una catastrofe!

La prima cosa che mi passa per la testa è: Devo smettere di mangiare selvaggina arrosto alle 2 del mattino, perchè poi faccio sogni di merda. TROPPO REALISTICI!

Magari!

Non era un sogno, e rendermene conto fu più doloroso di quanto pensassi. Ebbene: il tic tac non era il rumore di un corto-circuito. No. Non stava per saltare nessuna presa di corrente.

Era acqua. Acqua piovana. Nell'angolo della mia stanza.

Una lacrima di sudore mi attraversa la fronte, aggrinzita da un sentimento misto panico-terrore. Il tempo di rendermene conto a pieno, che la situazione degenera pericolosamente. Le gocce che percorrevano l'angolo destro della mia camera non erano che un'avvisaglia. Un avvertimento. Un segnale prima della tempesta. Il presagio dell'inferno.

Nel giro di cinque minuti, le crepe che percorrono come uno scheletro l'intera lunghezza della camera da letto cedono, cominciando a rigettare pioggia in ogni dove!!!! Ero smarrito. Perso. Incredulo. Ipnotizzato. In una parola: rincoglionito! Incapace di pensare e muovermi. Pioveva dentro casa!!!!!!

Col batticuore, riesco, in un attimo di lucidità, a prendere dei secchi. Cinque, per l'esattezza. Inutile. Pioveva a dirotto, porca di quella zoccola della padrona di casa. Diluviava!!!!! Riesco a salvare il computer, alcuni libri, la domanda per la tesi firmata dal prof, la macchina fotografica. Il materasso soccombe, sotto i colpi freddi e decisi dello tsunami dei poveri. Cadono in battaglia anche vestiti e scarpe, borsa e televisione. L'iPod si salva in ritirata. Un massacro.

Grondante pioggia fatta in casa, decido di ritirarmi dalla battaglia anch'io. Sconfitto clamorosamente. Aspetto che finisca di piovere, sul divano del salotto.

Mezzora. Trenta minuti.

Poi, la quiete dopo la tempesta.

Ho prenotato il primo volo disponibile per Lourdes. E, per la cronaca, l'esame non l'ho passato.

Quando si dice "piove sempre sul bagnato"...

 

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categoria:storie di vita vissuta
lunedì, 24 settembre 2007

Ho ricordi un pò sfocati delle elementari. Rimembro perfettamente però quello che era, ai tempi, uno dei miei più grandi desideri. E, siccome ero un giovincello perspicace e piuttosto avveduto, smaniavo all'idea di potermi reincarnare dopo la mia dipartita. E rinascere giapponese! (non c'è niente da ridere, sciocchi!)

Ora, mi rendo conto dell'assurdità della cosa. Il motivo non era certo, chessò, una smodata passione per il sushi, anche perchè non l'ho mai mangiato (che sfigato); neanche un'insana predilezione nei confronti della nobile arte del sumo, data l'esile stazza; o un interesse esagerato verso il suicidio facile, visto l'innato-poco coraggio. No. C'era un solo motivo. Unico e incomparabile. Impagabile ed ineguagliato: i CARTONI ANIMATI! 

Guardavo i miei eroi bidimensionali come una ragazzina ammira la sua Barbie-zoccola, come un camionista sbava con l'occhio rivolto verso il calendario della Ferilli, come Pete Doherty contempla una siringa di eroina, o come Bin Laden fissa una bambola voodoo di George Dàbliu: con assoluto incanto, cieco e incondizionato.

Tra i miei preferiti c'era, naturalmente, Holly e Benji. Innegabilmente un capolavoro universale, ma forse un pò prolisso per i miei gusti: insomma, un'azione di gioco (e non delle più complesse, ma un semplice contropiede) poteva durare anche dalle 9 alle 12 puntate. Ma, io che ero già avanti, sapevo benissimo perchè gli sceneggiatori nipponici permettevano cotanto spreco di tempo: per evidenziare un lavoro di introspezione psicologica e studio dei processi mentali che portano i calciatori dell'era moderna a manifestare una complessità, nella tattica applicata, certamente rilevante e caleidoscipica sotto molti, ragguardevoli aspetti. Sì. Doveva essere per quello.

Impazzivo anche per Mimì. Pochi se la ricordano, se non come "ahhhh, la cugina sfigata di Mila Azuki" (che in dialetto brindisino, veniva storpiato in MilaSuchi, e giù risate da poveri adolescenti in calore, ndb). Ebbene, vorrei ricordare a lorsignori che "la cugina di Mila" ha vinto un Campionato del Mondo!!! Tzè. Ed era la miglior giocatrice del Sol Levante! E, secondo me, sotto sotto si faceva pure Shiro. Tiè. (a proposito, la nostra eroina si allenava con delle catene di ferro arruginito legate ai polsi, che non solo ti facevano un male cane, ma ti iniettavano anche il tetano. Ma bisogna pur soffrire per arrivare a quei livelli, checcazzo).

E ora, vi chiedo un attimo di silenzio e un lungo applauso nel ricordare una meraviglia vivente del panorama cartoniano giapponese: Sailor Moon e le sue amiche strafighe!!! Premetto di essermi vergognato come un ladro per anni, perché lo guardavo. A mia discolpa, la classica scusa: "Lo vede mia sorella. E io, piuttosto che studiare...". Se se. La verità è che io amavo...ma che dico amavo: idolatravo appassionatamente il quintetto delle sailors. Ho visto tutte le (fortunatissime, i tabulati Auditel lo dimostrano chiaramente) 5 stagioni. La prima serie, innanzitutto. E poi, a seguire: "Sailor Moon la luna splende", "Sailor Moon e il cristallo del cuore", "Sailor Moon e il mistero dei sogni", e per concludere in bellezza, il gran finale con la quinta ed ultima, "Petali di stelle per Sailor Moon". Quanti ricordi!

Va detto che non me ne perdevo uno, di cartoon-trash: Anna dai capelli rossi (che in realtà odiavo), C'era una volta Pollon (al Liceo mi ha dato tante soddisfazioni in Letteratura Greca), Cristoforo colombo l'uomo del nuovo mondo (perchè la storia è importante), D'Artagnan e i moschettieri del re (il mio preferito era Aramìs, poi rivelatosi una donna), E' quasi magia Johnny ("quasi" magia? che sfiga!), E' un pò magia per Terry e Maggie ("un pò" magia? beh, va già meglio!), I gemelli nel segno del destino (alias io e mia sorella), Bia la sfida della magia (quella con la sigla lunghissima che ti entra in testa peggio di Gelato al Cioccolato: Bieeeààà bieèèbabèbieiiiba bièbibiae obabebibò bieeeubu babebiboooobu), Lady Oscar (anche lei, al pari di Anna dai capelli rossi, mi stava sul culo), Lupin III (ho visto tutte le 13 stagioni), Occhi di gatto (tre gnocche), Pollyanna (mi piaceva la sigla, sopratutto), Ranma 1/2 (un'altra con problemi d'identità sessuali, tipo LadyOscar. Ma simpatica), Tutti in campo con Lotti (una cagata, in realtà), Yattaman (questo, invece, una droga)...Ma ce n'era uno che proprio odiavo. E sfortuna vuole che tutti, e quando dico tutti intendo proprio TUTTI, lo adorassero: I cavalieri dello Zodiaco!

Io, ovviamente, non potevo rischiare di prendere botte da una scuola intera, solo perchè sti cavalieri del cazzo mi stavano proprio sulle palle: avevo quindi una sola soluzione. Fingere! Fingere spudoratamente di non essermi perso nemmeno una puntata.

Finchè non venni sgamato:

bambino uno - "Ma hai visto ieri che puntatona? E che dire della mossa che ha sfoderato Pegasus??!!!!! Io non me l'aspettavo proprio. Tu?"   

FabulousFab - (con malcelato imbarazzo) "beh...ehmm...sì...ecco......già: Pegasus...come no?.....ahhhh certo...gran bella mossa...Pegasus: gran bel cavallo poi, non c'è che dire!"                                                                      

bambino due - Pegasus è il primo dei cinque Cavalieri di Atena. Coglione!

FabulousFab - O.o" Però ieri Holly con un rigore ha spezzato il palo in tre. Fanculo a Pegasus. Pezzo di sfigato!

E giù mazzate. Poi dicono che la televisione genera violenza...

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venerdì, 21 settembre 2007

Che non dovesse essere una giornata splendida, me l'ero immaginato. Ieri notte non ho praticamente chiuso occhio, per studiare Economia dei Media. A letto alle 3:00. Sveglia alle 5:55. Ora, in momenti così teatralmente drammatici, uno si aspetta un minimo di aiuto dalla buona sorte. Ma la Dea Fortuna è bastarda, si sa. E io che c'avevo pure sperato. Che cazzaro.

Mi alzo che è ancora notte, di fatto. La strada, solitamente chiassosa e vivace, è muta. Silenziosa, completamente priva di suoni. Un silenzio assordante. A fatica accendo la luce, cercando di scacciare un fastidioso e decisamente seccante mal di testa. Mi stropiccio gli occhi e......AAAAAARGHHHH....il mio piede sinistro si frantuma letteralmente contro quello del letto. A spigolo vivo. Ma pensa te.....Se il buongiorno si vede dal mattino...

Mi guadagno la cucina, trattenendo con difficoltà urla di dolore strazianti. Una lacrima mi attraversa il viso ancora dormiente. E stanco. Smorfia di dolore. Me lo sarò fratturato, il piede mancino? Tra un dubbio e l'altro, apro il frigorifero, e qui: TRAGEDIA!!!! Sciagura, catastrofe. Una calamità: mi rendo conto di aver finito il latte!!! Cazzoooo!!! Niente brioches, né biscotti. Cazzooooooo!!!!! Poi, un flash: ECCO cosa dovevo fare ieri!!! andare al supermercato, porca di quella miseria!!!!

Calma Fabio. Va tutto bene. Prendi fiato, respira profondamente e rilassati. Decido di non alterarmi ulteriormente. Niente di meglio che una bella doccia calda a prima mattina. Ma-che-ve-lo-dico-a-fà???????? Dea Fortuna vuole che correnti nordiche gelate dovessero attraversare le tubature del mio cesso proprio in quell'istante. In quell'istante!!!! Mortacci loro.

Ammetto di aver soppresso a stento un incipiente (e credevo inesistente) istinto suicida. Dopo rottura della falange, non-colazione e doccia polare, mi metto seduto, davanti a quel libro. 1200 pagine. Cerco la dispensa che avevo lasciato per stamattina, quella fotocopiata e messa lì, in mezzo al mattonazzo. Ma non la trovo. Frugo nello zaino, sotto al letto (classico posto dove potrei trovare una dispensa di EcoMedia), nell'armadio...niente. Poi, l'ennesima rivelazione mentale: L'ho lasciata in Biblioteca! PORCA TROIA!!!!

Questo significa che mi sono alzato alle 5:55 (no, dico: alle CINQUE e CINQUANTACINQUE) per che cosa???? Per nulla!!!!!!!!!!!!!!!! Bravo, Fabio. Complimentoni!!! Tu sì che sei avanti!!

Intanto, il mal di testa si fa sempre più pressante. La vena pulsa. E pulsa. E pulsa.

Alle 8:20 esco da casa. Arrivo in metropolitana. Passo l'abbonamento sul lettore magnetico che legge il tesserino e....BOLLINO ROSSO!!! Ma vaffanculo!!!! Carta smagnetizzata!!! Faccio presente la cosa al controllore di turno, che, come al solito, coglie l'occasione al volo per sfoggiare tutte le sue manie represse di protagonismo e di potere. Undici minuti di discussione. Poi, finalmente, posso prendere la carrozza. Mi siedo. Che culo, penso! Per una volta trovo un posto libero. Attacco l'iPod e mi alieno. Finalmente!

Finalmente UN PARDIPALLE!!!!! szszzzzzzsssszzzzzzzzhhhhhhhh.....brusca accelerata del mezzo, imprevedibile. La gente perde l'equilibro, cerca di trattenersi e di appigliarsi dove capita. Scene di panico, l'accelerata non sembra essere in grado di fermarsi. Due ragazze urlano, bambini piangono disperati. Signore per terra, uno ammassato all'altro. Ci mancava un attentato...

Poi, una frenata imprevista. Di botto. Tutto in un secondo: il signorone grassoccio davanti a me perde l'equilibrio precario, voltato verso la mia direzione, si dirige pericolosamente verso la mia persona, a peso morto. Non faccio in tempo a rendermi conto della situazione, che......STUMPFFT...testa contro testa, all'altezza del sopracciglio.

Avverto un dolore lancinante proprio sopra l'occhio destro. "Ora svengo", penso. Porto istintivamente la mano sulla fronte, che subito si sporca di sangue. Ci mancava questa, porca di quella puttanazza!!!! Mi danno dei fazzoletti. Non sembra grave. Nel senso che non perdo molto sangue, ma il dolore c'è. Cazzo, c'è eccome!!!

Pian piano si placa. Arrivo a destinazione. Riepilogando, FabulousFab prima dell'esame di Economia dei Media è: con il piede sinistro semi-fratturato, digiuno, infreddolito, impreparato, col sopracciglio grondante sangue e con un bernoccolo nascente in fronte!!!!!

Faccio l'esame. Con non poco disagio.

Torno a casa. Entro in cucina e apro la credenza. Afferro un cartone pieno di medicinali, cerco e trovo un Moment. Per il mal di testa che ho da stamattina. Verso l'acqua nel bicchiere, appoggio la pastiglia sulla lingua e......"FERMOOOOO"!

Mi giro di scatto e vedo Antonella che, agitando le mani in aria, mi ordina di non ingerire il medicinale. La pasticca è già in gola. Tossisco nervosamente. Una tosse isterica. Quasi non respiro.....ahhhrffgg, aahhhrghgjdf.....troppo tardi. La ingoio. Ora circola liberamente nel mio organismo. "E' scaduto. Due giorni fa" mi dice. Ma....ma....

MA COME CAZZO SI FA?????????? Ci mancava pure questa, oggi. Eddaiiiiii....

Non posso morire!!!! NON POSSO!!!!!!

Non per altro, ma con la sfiga che mi ritrovo oggi, una volta trapassato potrei trovare i dorati cancelli del Paradiso SBARRATI. Sprangati. Tappati!!!!!

Suvvia!!!! Lo so: troverei il Paradiso inagibile! Barricato. Asserragliato.

Beccherei l'Eden chiuso per ferie!!!

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categoria:storie di vita vissuta, esame
martedì, 18 settembre 2007

Se c'è una cosa che mi piace fare è ascoltare i vecchietti sparlare sulla mia generazione. Sì, la scena è sempre la stessa: vecchietto numero uno, con Corriere della Sera/Gazzetta dello Sport sotto il braccio, che in dialetto (milanese o brindisino, fa lo stesso) sparla, scredita, maligna, ci infama e ci denigra. E vecchietto numero due annuisce, per poi, a sua volta, maledire, calunniare e spettegolare. Il tutto farcito dai soliti, sfolgoranti luoghi comuni. Un tripudio di cliché.

Musica per le mie orecchie!

Tutto ha inizio, però, disquisendo sul tempo: "Eh, no. Non ci sono più le mezze stagioni" è ormai un classico. "Co' sto tempo non si sa più come vestirsi". Concordo."Non capisco perchè l'ora legale non la tengono tutto l'anno". Questo se lo chiedono un pò tutti...

Poi, si passa allegramente alla cucina: "Tanto in pancia si mischia tutto". Vero, lo dico anche io..."Del maiale non si butta via niente". Su questo avrei delle riserve. Soprattutto Solidea..."Nella dieta non conta quello che mangi, ma come lo condisci". Nulla da obiettare. Ma se mangi un bue intero a colazione, conta poco non aggiungere il sale e le patate di contorno. "Io digerisco anche i sassi". Buon per te, nonnetto: il problema sarà espellerli, poi..."Non si sa più quello che si mangia". E, a volte, meglio non saperlo. Soprattutto se cucino io!

Dalla cucina alla salute, il passo è breve: "L'importante è la salute" è tanto inflazionato quanto sacrosanto. "Più dormo e più ho sonno" è un problema che ci accomuna, caro mio! "Le carote fanno bene alla vista". Le pippe, mi dicono, non tanto. "Si comincia con uno spinello, e poi..." l'ho sentita tante volte. Parlano loro, che hanno fatto il '68.

E qui, dagli spinelli alla Generazione X, ci vuole un niente: La mia generazione è quella "senza valori". E questo s'era capito da un pezzo. Di quelli "cresciuti male", "viziati e fuorviati". Noi non abbiamo fatto la Guerra, non abbiamo vissuto il Fascismo (anche se "Si stava meglio quando si stava peggio" e "Quando c'era il Duce, i treni arrivavano sempre in orario". "Mussolini ha commesso un solo errore: si è alleato coi tedeschi" e "Certo Hitler era un pazzo criminale, ma pure Stalin" le più gettonate), non abbiamo vissuto gli anni di piombo. Non abbiamo visto lo sbarco sulla Luna, non abbiamo votato il Referendum per l'aborto. E per questo, ci dicono che non abbiamo ideali. Ma la verità è che loro, i nonnetti ruspanti, ne sanno pochissimo.

Vanno dicendo che "abbiamo avuto tutto", mentre quelli venuti dopo di noi, sì che hanno avuto tutto. E nessuno glielo dice! Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga ("Certe cose succedono solo in Italia"). Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come CoCoCo. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Eppure, abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la stagista nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl. I primi a comprendere il cambio Lira-Euro ("ehh, ma i giovani non conoscono il valore dei soldi", "non conoscono la fame" e "sono tutti drogati"). "All'età loro avevo già moglie e sette figli a carico". Si dava da fare, non c'è che dire. 

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag, per 14 ore di fila. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino (mmmhhh, ecco come si spiega la lavanda gastrica che ho fatto a 3 anni). Andavamo in motorino senza casco. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale!!! ("I giovani non si sanno divertire") Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Non avevamo cellulari, Playstation, Nintendo64, 900 canali televisivi, Dolby-Surround, computer e Internet. Avevamo ancora gli "amici di penna" e siamo gli ultimi a sapere cosa sia un francobollo! Però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra fino al tramonto ("Eh, noi del Sud sì che sappiamo divertirci" dice il vecchietto numero uno), mica girando i pornazzi col videotelefono a 11 anni!

Contenti, di solito i due vecchietti, seduti sulla loro bella panchina verde-militare, amano cambiare argomento. Cultura a 360°. E così, si passa alla Geografia: "Venezia è bella, ma non ci vivrei" è assodata da tempo immemore. "A Londra piove 365 giorni all'anno". Io ci ho studiato un anno. E confermo. "A Roma bastano due gocce d'acqua, e il traffico va in tilt" si mischia, solitamente col padano "Tanto i soldi si fermano a Roma". "Però a Rimini il mare fa schifo" è superata. E oggettiva. "Nelle fogne di New York ci sono i coccodrilli" si sente spesso. E, infondo, ci credo anche io! "Il sole della montagna abbronza di più di quello del mare". Dipende: se vai a Rimini, non vai al mare. Appunto.

Vogliamo parlare del sano, puro e genuino campanilismo?? "Noi siamo più bravi, ma i francesi sanno vendere" è sublime. "A Milano, se caschi per terra, nessuno ti raccoglie" ha un fondo di inquietante verità. "Il sardo non è un dialetto, è proprio un'altra lingua" è facilmente comprensibile (non il sardo dico, il luogo comune!). "Gli italiani sono un popolo di furbi" e "All'estero sì che sono persone serie" di solito vanno a braccetto. In voga anche "In Sicilia ci sono posti meravigliosi ma non sanno sfruttare il turismo!" e "Prova a buttare una carta per terra in Svizzera e vedi che ti succede!". Saggezza popolare. "L'italiano è la lingua più difficile da imparare!" è diventata un must. Ci credo: i nonnetti ancora non la padroneggiano, infatti...

Un piccolo pensiero sugli animali, poi, non manca mai. "Il gatto si affeziona alla casa, e non al padrone". "Il cane lo vorrei, ma ci vuole il giardino". "Non compro il cane, così poi non mi dispiacerà vederlo morire" è astuta e calcolatrice. "Guarda 'sto cane: gli manca la parola" è inarrivabile.

Ma è in conclusione che i due eroi si abbandonano alla nostalgia più profonda. Nel ricordare i bei tempi. I bei tempi andati: "Qui una volta era tutta campagna". Una volta, e meno male! "Una volta si poteva uscire tranquilli la sera". Beati loro! "Ai miei tempi ci si alzava da tavola quando tutti avevano finito". Ora è già tanto che hai qualcosa da mangiare, a 500 Euro al mese. "Una volta potevi lasciare la porta di casa aperta". Perchè non c'era nulla da rubare, aggiungo timidamente. "Le nevicate di adesso non sono come quelle di una volta" è accompagnata da "E' tutta colpa dell'effetto serra". Sempre. "Non c'è più nessuno che lavora la terra". Veramente ci sono, ma non parlano italiano. E li sottopaghiamo. "Il pane di una volta aveva tutto un altro sapore" stranamente segue il solito: "Non ci sono più le donne di una volta". Ma la mia preferita è, in assoluto: "Una volta qui c'era il mare". Semplicemente DIVINA!

 

ps: in corsivo citazione da una mail che gira in Internet e che è arrivata anche alla mia umile casella di posta.

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categoria:pensieri
venerdì, 14 settembre 2007

...e io lo sapevo che prima o poi mi capitava una bella catena da inoltrare per poi ricevere bestemmie a gogò...che poi non minacci la sfiga eterna o la castità forzata a vita, non è un sollievo....Cmq, nella fattispecie, prendetevela con l'Amelia-che-ammalia, maestra di vita...

Il gioco è semplice: elencare 8-dico-8 curiosità sulla propria persona, in modo da sputtanarci definitivamente una volta per tutte!!!!!!!!!! Bello, ah????

E allora, beccatevi 'ste 8 cose che dovete assolutamente (ma anche no!) sapere sul FavolosoFabio. Tiè:

punto 1) FabulousFab, ai tempi dell'asilo, credeva di avere poteri magici. Non ne aveva la prova, e sperava, ogni volta che i genitori lo chiamavano, di ricevere la bella notizia: "Tua madre ed io dobbiamo dirti una cosa, è ora che tu sappia: SEI UN SUPEREROE!!!!!!". FabulousFab è ancora in attesa della lieta novella;

punto 2) la prima fidanzata di FabulousFab si chiamava Francesca, compagna di banco nella scuola materna, a 4 anni e mezzo. FabulousFab decise di fidanzarsi in casa con la sua bella, dopo aver appurato l'enorme disponibilità di caramelle della donzella, figlia di un ricco proprietario di un bar;

punto 3) FabulousFab ha una sorella gemella. I due credono di potersi leggere la mente. Non ci sono mai riusciti, apparte quella volta in cui il Favoloso, da piccolo, le ruppe un dente, e carpì frasi indicibili, imprecazioni, maledizioni e desideri di vendetta nella psiche della gemella. Il tutto venne confermato: "EbbeneSì Fabio, è quello che pensavo";

punto 4) FabulousFab ha la patente dal 2003. Dopo aver causato 3 incidenti in due mesi, coinvolgendo un motociclista albanese, un pensionato, un'avvocatessa e sua madre, ha deciso di appendere il volante al chiodo e di ritirarsi dalle corse. FabulousFab guida come una donna senza patente. Il che è tutto dire;

punto 5) FabulousFab fa finta di saper parlare Spagnolo: durante un colloquio rispose: "Sì, tieno amices", anzichè "tengo amigos". E' stato preso per il culo per settimane, perché, a quanto pare, anche i cani sanno che "amici" si dice "amigos". FabulousFab ora lavora all'Ufficio Affari Internazionali;

punto 6) FabulousFab dice di odiare la televisione generalista italiana. Ogni domenica è tra il pubblico di "Quelli che il calcio e...". Ad ammirare Simona Ventura.

punto 7) FabulousFab è convinto che, un giorno o l'altro, verrà convocato dall'Academy per ricevere un meritato Oscar alla carriera. Ha finto per anni di avere a cuore le sorti del Brindisi Calcio, ai tempi in cui faceva il radiocronista delle partite della squadra salentino-adriatica per una radio pugliese;

punto 8) FabulousFab ha la forza bruta e impetuosa di un criceto zoppo. Ha abbandonato la sua carriera da palestrato dopo un mese e venti giorni, dopo aver scaricato un manubrio da 50 kilogrammi da un lato solo, quasi uccidendo la ragazza che faceva gli addominali per terra.

punto 9-bonus) FabulousFab ha tanti altri segreti, che è ben lieto di non dover divulgare, causa fine del gioco!!!!

E ora, la parte più bella ed interessante: LE NOMINATION!!!!! 8 fortunatissimi lettori saranno chiamati a sputtanarsi come io ho appena fatto. Allegriaaaaaa:

Rullo di tamburi....

1- Solidea

2- Roberto

3- Findarto

4- Lostris

5- Tweety

6- Pagliaccetto

7- Vera

8- ZiaPetunia

BECCATEVE 'STA CATENA!!!!!

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categoria:sputtanamento
sabato, 08 settembre 2007

Ti adoro Beppe Grillo. Ti idolatro. Tra poche ore avrà inizio il V-day. Non vedo l'ora. L'attesa è tanta. E Tu, carissimo, sarai l'assoluto protagonista di questa rivolta popolare. Un eroe. Il salvatore della patria. Un semidio.

Ma.

Ricorderai, come tutti noi, Tuoi fedeli sudditi devoti, l'annosa questione, sollevata dal Tuo penultimo e seguitissimo spettacolo teatrale ("Incantesimi", 2006), sulla ricerca imbavagliata.

Per chi non fosse a conoscenza della cosa, col Tuo permesso, un piccolo e veloce riepilogo: è stato fatto un recente studio da due scienziati modenesi (dottor Stefano Montanari, in collaorazione con la dottoressa Antonietta Gatti) in cui si dimostra che vi sono prodotti alimentari regolarmente venduti in Italia e nel mondo, che contengono particelle di metalli pesanti altamente cancerogene, provenienti dal fumo di "termovalorizzatori", o, più semplicemente, Inceneritori di rifiuti.

Come dici nel Tuo show, queste micro particelle sono molto più pericolose delle macroparticelle dei gas di scarico delle auto, (le quali si depositano nei polmoni e comportano tosse e asma) perchè entrano nel nostro sangue e si annidano negli organi, rimanendovi per sempre e provocando gravi forme di cancro. Segue elenco dettagliato dei prodotti cancerogeni, prima di denunciare un fatto gravissimo: secondo quanto Tu ci hai sempre detto, le multinazionali, contattate dai due ricercatori per avere le delucidazioni del caso, non solo non hanno mai risposto, ma hanno anche fatto in modo che il microscopio non potesse più essere disponibile ai due per ulteriori ricerche. Riporto, testualmente, le Tue, venerate parole:

"E allora, non potendoli attaccare scientificamente, si è pensato di togliere lo strumento con cui Antonietta Gatti e Stefano Montanari provocano grossi fastidi".

Bene. Decido di andare a fondo e di documentarmi meglio, caro Beppe. Come Tu insegni. Scopro facilmente che il dott. Montanari possiede un blog tutto suo, www.stefanomontanari.net, e qui mi imbatto in un post...come dire.....controverso? ambiguo? strano?

Spiego:

Il dott. Montanari, a seguito proprio delle Tue stimate esternazioni, ha voluto dire la sua sulla questione. E la sua, non è proprio in sintonia con la Tua! Senti cosa dice il dottorone. Senti, senti:

"C’è un elenco di marche e prodotti che [...] sarebbero da bandire. Come spiegato fino all’esaurimento delle forze, ogni prodotto è stato esaminato in un solo campione e, dunque, non sappiamo se il ritrovamento sia occasionale o si tratti di una presenza costante. Subito dopo si parla di lettere che noi avremmo indirizzato ai produttori di questi alimenti senza aver ricevuto risposta. Falso: mai abbiamo scritto e, dunque, la non risposta è ovvia. Mi è stato pure riportato che circolerebbe la voce secondo cui alcune ditte di prodotti alimentari si sarebbero prodigate per farci togliere il microscopio elettronico di cui ci servivamo. Ancora una volta, la cosa è non solo falsa ma perfino ridicola. Il microscopio ci è stato tolto, ma non certo per opera di quelle aziende che nulla avrebbero potuto".

Ora, umilmente, mi rivolgo a Te, Beppe Grillo, mito, modello, paladino e mio indiscusso eroe: c'è mica qualcosa che vorresti dirmi? Coraggio! Non è che nella foga....mmhhhhh......come direeee......m'hai sparato una cazzata????????

No, giusto per capire....

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categoria:pensieri, schifo
giovedì, 06 settembre 2007

Quanto mi piace il caffè allungato. Quello all'americana.

Lo so, lo so: orde infuriate di internauti ora mi farciranno il blog di insulti e offese, lo incendieranno e ci sputeranno sopra; molti mi cancelleranno dalla lista "amici", e mi diranno, con tono schifato, che sono proprio un italiano di merda.

Ma io non ci posso far niente. Proprio niente. A me, l'american coffe, me piace!!!! 

Ci pensavo oggi, mentre sorseggiavo quell'oro nero (altro che petrolio) dalla mia bella tazza (e non tazzina, si badi bene: proprio "tazza") fumante. Sì - pensavo - col caffè è tutto più facile.

Tutto questo preambolo per nuntiare vobis che da oggi, ore 9 e zero-zero, ho cominciato a lavorare (chi? cosa? io?) all'Ufficio Affari Internazionali (che fa tanto uomo in carriera), o, meglio: all'International Office (che fa tanto uomo Americano. In carriera).

Arrivo in Ufficio e mi presentano l'intero plotone...ehm...staff al completo: un gruppo nutritissimo di sole-donne intente, per 8 ore lavorative, nel taglio & cucito delle vite altrui. Per un pettegolo come me, meglio di un harem! Ammetto di non ricordare neanche un-dico-un nome proprio. Rammento solo quello della "capa", denominata "Sua Maestà" dalle mie iene colleghe. E' un inizio.

Mi fanno fare le telefonate di sollecito che nessuno, lì dentro, ha il coraggio di affrontare. Mi danno fotocopie e moduli da far firmare. Controllare le mails e gestire le richieste allo sportello. Faccio sù e giù per le scale, tra una Segreteria e l'altra, come un gatto pazzo in calore.

Dopo due ore perdevo già i capelli per lo stress (e, stando al mio oroscopo, non dovrei prendere la cosa tanto alla leggera: Findarto docet), ma con un bel caffè americano è tutto più semplice!!!! Ahhhhh, se lo è!

driiiiiiiiiiin

FabulousFab- Ufficio Affari Internazionali!

studente Erasmus- Salve, sono Gi**** Le*****. Ho chiamato per sapere quando iniziano i miei corsi in Inghilterra.

FabulousFab- Beh, non le è stato comunicato niente dalla Università partner?

studente Erasmus- Beh, sì. Ma non ho ben capito. Speravo, in effetti, che me lo dicesse Lei..

FabulousFab- Un attimo, controllo.

...

Sì, guardi: dovrebbe passare in Ufficio, così Le dò anche il timetable. In questo momento dove si trova? Noi siamo aperti fino alle 5.

Studente Erasmus- No, veramente...non posso venire. Sono in Segreteria ora.

FabulousFab- Ok. Appena finisce passi pure. Ma entro le 5, mi raccomando.

Studente Erasmus- No, guardi: sono in Segreteria. A Portsmouth.

FabulousFab- ....

-.-"

Ma...scusi: PERCHE' CHIAMA IN ITALIA SE E' IN SEGRETERIA, IN INGHILTERRA????

LO CHIEDA DIRETTAMENTE A LORO, NO??!!!!!!!?????

Studente Erasmus: Beh...

...

FabulousFab- ...

allora?

Studente Erasmus- ...

...

...mi vergogno.

...

FabulousFab- click.

E' un contratto di sole 150 ore. Ma saranno più lunghe di quanto pensassi. E' un presentimento.

Chiamatelo pure un Sesto Senso...

postato da: FabulousFab alle ore 00:19 | Permalink | commenti (64)
categoria:pensieri, lavoro
domenica, 02 settembre 2007

Cerco faticosamente di studiare l'ennesima pagina di Diritto dell'Unione Europea, in questo sabato sera vuoto e senza contenuto. E' da due giorni che sono tornato a Milano, eppure la mia testa è ancora in spiaggia, ancora a Brindisi, ancora a casa. Ho lo sguardo perso nel vuoto. Fisso pensante il cielo meneghino, plumbeo e greve nonostante le nuvole si siano dissipate già da un pò. Ho ancora in mente la colonna sonora dell'estate, e chi me la toglie dalla testa?! Le dita scivolano via, clandestine, sulla tastiera del portatile. Distrattamente. Ho gli occhi malinconici. Di una malinconia ragionata, consapevole e cosciente. L'inquietudine del reduce.

"(...) I marinai fenici posero Ulisse addormentato sulla spiaggia di Itaca, la sua terra natìa. (...) Egli si scosse e si risvegliò dal sonno nella terra dei suoi padri, ma non riconobbe i luoghi. Itaca gli apparve con un aspetto insolito. (...) Si alzò in piedi e rimase fermo a guardare attonito a quella che era la sua terra, piangendo e lamentandosi".

Cito questo passo scritto da Omero non a caso. Timide reminiscenze dell'esame di Sociologia della prof.ssa Scramaglia (quella con la R handicappata, più che moscia, quella del "Ragazzi oRa vedRemo Il mio gRosso gRasso matRimonio gReco"!) mi rimandano ad Alfred Schutz: "Interruzione della routine e messa in discussione del senso comune da parte del reduce". Sì. E' così che mi sento. Come Ulisse. The Fabulous Ulisse, potrei dire. Rifletto rileggendo l'ultimo post di Solidea.

Odio quando capita. La scena è sempre la stessa: torno a Brindisi, dai miei amici di sempre. Gli amici di una vita, quelli veri, autentici, quelli con la A maiuscola, con la A spropositata. Ciak si gira: li vedo e inizialmente non posso che provare un lieve imbarazzo. Inconscio e irrazionale, impulsivo e stupido. Eppure c'è. "Sentirsi a casa" è un'espressione che indica il più alto grado di familiarità e intimità. La routine ne fa parte, e non è da interpretare nella sua accezione negativa. Ma quando vai via, per una vacanza o per studio, come me, la routine si spezza improvvisamente. E te ne rendi conto solo al tuo ritorno. Ti trovi spaesato. Le strade che percorri da quando sei nato ti sembrano cambiate, diverse. Sei disambientato. Non capisci gli sguardi furtivi e complici che solo pochi mesi prima eri in grado di cogliere ad un miglio di distanza. Non ridi alle battute perchè non conosci i retroscena. Ti senti estraneo, per un attimo. Confuso. Quasi fuori posto. Uno straniero. Sì: un reduce.

E' una sensazione passeggera, ma che detesto profondamente. E che, i primi giorni, sono condannato a rivivere. Ogni quattro mesi.

Sedici settimane, grosso modo. Poi ritornerò.

Ci rivediamo a Natale, amici miei.

Anzi, "Amici".

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categoria:pensieri