Avete mai notato come un amore gay possa sollevare verticalmente l'attenzione della gente e il livello qualitativo di un'opera letteraria o cinematografica? Senza quell'aggettivo, gay, non sarebbe mica lo stesso. Sarebbe il solito, visto e rivisto, romanzo/film lacrimoso. Il "valore aggiunto" lo chiamano. Leggo "L'amore fatale" di Ian McEwan, un libro che dire straziatamente tedioso è dire poco. Un romanzo sull'amore e sulle sue ossessioni: un giovane con manie religiose e affetto da una vera e propria patologia erotica, la Sindrome di DeClérambault. Passione, devozione e assoluta follia omosessuale. Ritmo assente, così come i colpi di scena, che si contano sulle dita di una mano. Storia in fondo banale. Per non dire inesistente. Insomma, una cagata pazzesca. Scusate la franchezza. E invece. Invece, parlandone in Università, mi sento rispondere che non ho tatto, che "non capisco", che non posso non amare quel racconto. Mah. Rimango sconcertato. Io rispondo che, al contrario di qualcuno, fortunatamente sono dotato di un minimo di senso critico. Ma le risposte non cambiano. Sono io quello che "non apprezza, solo perchè l'argomento è fuori dagli schemi". Io, quello che "dovrebbe rileggerlo". Ridicolo! Trovo semplicemente ridicole tutte le Iulmine che, leggendo un libro sul tema gay, o guardando un film d'autore, qualunque siano soggetto e/o genere, vanno in giro esaltando e magnificando quanto hanno appena letto/visto, senza magari averci capito una sega. Ma fa f
igo. Fa Vittorini/Canova addicted. Ma vaaaaaffanculo. Fantozzi aveva proprio ragione: quando ci vuole, ci vuole. E' UNA CAGATA PAZZESCA. Perchè aver paura a dirlo? Questa è onestà intellettuale! Nuda e cruda. Verace. Vera. Cosa che molti non hanno. Ma che fa la differenza: questione di valore aggiunto. Appunto.
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